Realizzazione personale e autostima: il legame profondo

La realizzazione personale e l’autostima sono collegate?

Andiamo a scoprirlo insieme.

Cosa significa realizzazione personale? Cosa significa realizzarsi?

Non è che uno si alza una mattina e dice: oggi mi voglio realizzare!

La realizzazione e l’autostima sono collegate? E in che modo?

In questo blogpost andiamo ad approfondire queste due tematiche e il collegamento che c’è fra di loro.

La definizione di realizzazione personale

Il tema della realizzazione personale mi sta molto a cuore, tanto da aver incentrato tutto il mio lavoro di coaching su questo tema.

E perché ho fatto questo?

Perché mi sono resa conto che sono tante le persone che nella vita aspirano a quel “qualcosa di più”.

E se chiedessimo loro cosa sia quel “qualcosa di più”, beh in più delle volte non lo sanno dire, non le è chiaro.

Il significato di realizzarsi

Per mia esperienza personale e professionale ho capito che quel “qualcosa di più” non è altro che il desiderio nascosto di realizzarsi.

Ma in soldoni, cosa significa realizzarsi?

Come ho scritto nella mia guida pratica Fai Brillare la Tua Luce, (a proposito, se non l’hai ancora scaricata puoi farlo da qui) la realizzazione personale è un mix di vari aspetti ed elementi della vita di una persona.

Ed è un mix diverso, unico e speciale per ogni persona. Non ci sono due persone che si vogliono realizzare allo stesso modo. Certo, può essere simile ma mai identico.

Il compito per la realizzazione personale

Ecco perché ognuno deve trovare la sua definizione di realizzazione, la sua strada nella vita. E per fare questo ha bisogno di compiere quella che è la missione, il compito, più importante ma anche il più sfidante in questa vita.

Tra poco vediamo di cosa si tratta.

La realizzazione personale tra praticità e spiritualità

Nella nostra cultura, la realizzazione viene intesa sotto un aspetto più pratico e materiale. In concreto quando pensiamo a una persona realizzata pensiamo a una persona che ha successo nelle varie aree della sua vita (carriera e lavoro, casa e famiglia, amici e vita sociale, relazioni, tempo libero e divertimento, etc.).

Ma come la parola stessa dice, realizzarsi, non è altro che realizzare, compiere se stessi, portare alla luce, diventare se stessi.

Mentre nelle culture orientali la realizzazione ha molto più a che vedere con il compiere se stessi attraverso l’aspirazione all’illuminazione, diventare saggi/illuminati, quindi possiamo dire che riguarda un aspetto molto più spirituale.

Personalmente sono dell’idea che la realizzazione coinvolga tutti e due gli aspetti, sia quello pratico e materiale, tanto quanto l’aspetto spirituale.

Sono anche del parere che chiunque si possa realizzare nella vita, a una condizione. Una condizione assoluta e necessaria.

Conoscere se stessi: la chiave per realizzarsi

Cosa è necessario per realizzare se stessi?

È necessario svolgere quel compito di cui parlavo prima.

Se volessimo riassumere in una formula, potrebbe suonare così:

  • per realizzare se stessi è necessario diventare se stessi;

  • e per diventare se stessi è necessario CONOSCERE se stessi.

Conoscere se stessi è il compito più arduo e sfidante che possiamo incontrare in questa vita.

Certo, ognuno si conosce. Tu mi potrai dire: Paulina, ma io conosco me stessa.

Certo! Sono d’accordo! E la mia prossima domanda è: quanto a fondo?

La sfida del conoscere se stessi

In più delle volte quello che conosciamo è una versione ridotta di noi stessi.

Conosciamo alcuni aspetti, quelle parti di noi, del nostro carattere, del nostro comportamento, con le quali abbiamo a che fare tutti i giorni, nelle medesime situazioni, nella medesima routine, con le medesime persone.

Conosciamo i pensieri che facciamo più di frequente, le parole che usiamo tutti i giorni, le sensazioni che proviamo più spesso.

Qualcuno ha detto che perlopiù le persone fanno sempre gli stessi pensieri. Difficilmente ne hanno di nuovi.

E vogliamo parlare delle nostre emozioni e sensazioni? Perlopiù proviamo sempre quelle, quante? 5-10 emozioni predominanti?

Ma la lista delle emozioni che possiamo provare (e che non proviamo) è molto più lunga.

Se vuoi, ti invito a fare un elenco. Prendi carta e pena e scrivi tutte le emozioni che provi nell’arco di una giornata o di una settimana. O di un mese se vuoi.

Quante sono?

Il potere del conoscere se stessi

Quando conosci te stessa è come avere il GPS più potente a tua disposizione 24/24, che ti guida passo-passo ovunque tu voglia andare.

Perché saprai sempre dove vuoi andare. Tieni conto che la maggior parte delle persone non lo sanno veramente, non hanno chiaro nella mente cosa desiderano con il cuore.

D’altronde, come fa qualcuno a conoscersi e a sapere cosa vuole realmente se non si spinge mai fuori dalla solita routine? In questo modo non impara molto altro su se stesso. Se non fa mai niente di nuovo non sa di cosa è capace veramente, cosa potrebbe realizzare.

Non si sa come si reagisce di fronte a sfide che non sono state mai affrontate.

Ma se si vuole vivere una vita piena e appagante, se ci si vuole sentire realizzati nella vita, bisogna avere il coraggio di farlo. Il coraggio di smettere di subire la vita e passare a crearla.

Smettere di vivere le giornate, i mesi, gli anni, in modo casuale, prendendo quello che viene e iniziare a farlo in modo intenzionale, prendendo quello che si desidera.

Il Potere delle Domande

Ora ti chiedo: Sapresti dire con precisione quali sono le tue intenzioni riguardo al tuo lavoro? O alla tua vita sentimentale? O qualsiasi altro aspetto della tua vita?

Sapresti dire con precisione che cosa vuoi veramente?

Essere – Fare – Avere

Per qualcuno la realizzazione sta nel fare il lavoro che ama, nel portare qualcosa di bello nel mondo, contribuire a lasciare un mondo migliore alle nuove generazioni, o costruirsi una famiglia, abitare nella casa dei sogni, o viaggiare per il mondo.

Per arrivare però a questi aspetti pratici e quindi avere ciò che vuoi o fare ciò che ti piacerebbe, bisogna prima di tutto ESSERE e quindi passare per l’arduo compito, quello di conoscere se stessi per essere pienamente se stessi.

Come fai a fare il lavoro che ami se non sai qual sia? O costruirti una famiglia se hai difficoltà al livello sentimentale e affettivo?

Conoscere se stessi vuol dire conoscere le proprie potenzialità, le capacità, i talenti, le passioni, gli interessi, i desideri autentici, i valori, i punti forti e i punti deboli, la propria luce e le proprie ombre.

E cosa ancora più importante, quello che emerge da tutto questo, è che bisogna conoscere ciò per cui sei nata, la tua ragione di vita e portarla alla luce.

Andare alla ricerca di te stessa vuol dire essere disposta a uscire dai modelli prestabiliti, dai modelli che vuoi imitare o che stai seguendo senza rendertene conto, smettere di voler essere come gli altri, o come qualcun altro in particolare. Smettere di aspettare che qualcuno approvi le tue scelte o che ti dia il permesso di farlo. E ritrovare te stessa, la vera te unica e autentica.

Essere se stessi è sapere cosa vuoi davvero perché sai che quello ti fa bene, è in linea con i tuoi valori e con le tue aspirazioni.

E tu mi chiederai, come faccio a saperlo?

Questo sapere arriva dalla tua intuizione, dal tuo cuore puro e libero dalle paure, dai giudizi e pregiudizi, dalle critiche, dal bisogno di approvazione altrui.

E l’intuizione arriva dall’ascolto sincero di te stessa.

È questa la vera realizzazione!

Ikigai

Ikigai è un metodo che viene dal Giappone e che ci indica come trovare il proprio scopo, la propria missione nella vita, la propria ragione di esistere.

È una filosofia di vita che la si può tradurre in poche semplici parole con ciò che ti rende felice di alzarti la mattina dal letto.

A livello pratico, affinché ikigai si verifichi, sono necessarie 4 condizioni:

  • trovare ciò che ami fare (le tue passioni, quello che cattura la tua attenzione così tanto da dimenticarti del tempo che scorre quando ti ci dedichi);
  • ciò in cui sei brava (cosa ti riesce con facilità, in cosa sei dannatamente brava che ti basta un minimo sforzo per riuscirci, quali sono i tuoi talenti, la tua inclinazione naturale?);
  • ciò di cui il mondo ha bisogno (grazie a quello che ami fare e ai tuoi talenti, qual è il contributo che puoi dare nel mondo?);
  • e ciò per cui verrai pagata (e ovviamente, non di meno importanza, anche la parte economica e materiale ha il suo peso perché viviamo in un mondo materiale, che ha un’economia. Dare e ricevere. Pensa per esempio, se ami creare bambole di pezza e sei pure brava a farle, trovi molte persone interessate alle tue bambole ma poi non le vendi, di cosa vivi, con cosa continui a crearne delle altre? Poi prova a fare la spesa e paga con sorrisi e parole d’amore, o con le tue bambole non trasformate in denaro).

Ed ecco come anche cui emerge con evidenza che per trovare il tuo scopo nella vita, la propria ragione di esistere, quello che ti fa alzare determinata alla mattina e ti fa andare a letto felice e soddisfatta di te stessa, è necessario passare per la conoscenza di se stessi sotto tutti gli aspetti che ci riguardano.

Socrate parlava della felicità come della piena realizzazione del proprio compito in questa vita, del proprio scopo o missione.

Il Potere delle Domande

Ora ti faccio queste domande di auto-riflessione:

  • Quanto sei felice di alzarti la mattina e iniziare una nuova giornata, una nuova avventura?
  • Quanto sei felice di fare quello che stai facendo?
  • Quanto sei felice del tuo lavoro, del posto in cui vivi, delle tue relazioni, di come passi il tuo tempo?
  • Quanto sei felice di essere chi sei in questo momento?

Recap

Bene, prima di andare a vedere il legame tra la realizzazione personale e l’autostima, facciamo un breve recap di quanto è stato detto finora.

Abbiamo visto che conoscere se stessi, essere se stessi, è la cosa più potente e importante, è il regalo più bello che possiamo fare a noi stesse.

Ma è anche il compito più difficile perché bisogna guardare in faccia tutte le nostre maschere e lasciarle cadere una alla volta.

Vuol dire scavare in profondità e accettare di noi anche quei latti che non vorremo ammettere di avere, i nostri limiti, le nostre imperfezioni.

Spesso però succede che, per evitare di fare questa ricerca, corriamo dietro a falsi desideri, fantasie ed illusioni.

Si finisce col seguire il modello di vita di qualcun altro (e questa cosa è molto evidente oggi come oggi, basta guardare questo fenomeno sociale delle influencer e come tante persone vogliono assomigliare a loro il più possibile. Se non hanno la borsa, le scarpe o il braccialetto come l’influencer di turno, non si sentono realizzate).

Questa non è la vera realizzazione, questa è fantasia, è illusione, è menzogna, è evitare il compito di cercare, di scoprire se stesse.

Altre volte, per evitare di conoscere se stesse, ci si immerge nel proprio lavoro anche se non lo sia ama, o ci si immerge nella ricerca del lavoro perfetto anche se non si sa cosa il proprio cuore desidera veramente.

Si va a caccia della carriera al top, dell’uomo o della donna ideale che guarda caso non arriva mai, della famiglia del Mulino Bianco.

Altre volte ancora, nel tentativo di evitarlo si arriva a conoscere se stessi proprio attraverso le sfide più dure che la vita ci mette di fronte e non ci lascia via di scampo.

Come per esempio, ritrovarsi a fare un lavoro logorante che ti spegne la gioia e la vitalità un giorno dopo l’altro, oppure perdere il lavoro, o andare contro l’ennesimo fallimento sentimentale (separazione, divorzio) persino andare incontro alla malattia.

E qui le alternative non sono tante, o si sprofonda o si risale per rinascere e guardarsi dentro per davvero.

Non deve per forza andare così, non c’è bisogno di arrivare a casi di forza maggiore. Si può agire prima e crearsi la vita che si desidera.

Quindi, la realizzazione personale ha a che fare con il diventare se stessi. E per diventare se stessi bisogna conoscere se stessi.

Conoscere se stessi riconduce poi al coraggio di farlo, alla fiducia che riponi in te stessa e nella vita, a cosa pensi di te stessa, all’immagine che hai di te stessa e quindi alla propria autostima.

Autostima e realizzazione personale

Quello che ti dirò oggi su questo tema non lo troverai dappertutto, perché là fuori sentirai dire che l’autostima è questo e quel altro.

Forse finora hai sempre pensato che chi ha un’alta stima di sé stessa, è perché ha raggiunto certi risultati nella propria vita: ha conseguito un fior di laurea con lode, ha fatto carriera, ha sposato l’uomo dei suoi sogni, vive nella casa dei suoi sogni, etc.

Oggi vedremo che l’autostima non ha niente a che fare con i risultati ottenuti, con il fare o con l’avere, anche se è quello che ci hanno sempre insegnato.

Partiamo da quelle che sono le affermazioni più comuni che le persone fanno sulla propria autostima.

Personalmente sento spesso dire:

  • Non trovo lavoro, ho l’autostima sotto i piedi.

  • Il mio ragazzo mi ha tradita o mi ha lasciata, la mia autostima è a pezzi.

  • Non trovo l’uomo o la donna giusta perché ho una bassa autostima.

  • Non riesco a realizzarmi nella vita perché mi manca l’autostima.

  • Non so come aumentare la mia autostima.

  • Se solo avessi più fiducia in me stessa, più autostima… in questo periodo ho l’autostima a terra… oppure non ho mai avuto una grande autostima…etc.

Ti riconosci in qualcuna di queste? Che cosa ti dici più spesso riguardo al tuo livello di autostima?

La maggior parte delle persone ha un’idea del tutto distorta sull’autostima.

Cosa significa esattamente AUTOSTIMA?

Per molto tempo ho creduto che la mia autostima dipendesse dai miei risultati, dai soldi che guadagnavo, o che risparmiavo, dalle persone che frequentavo e dalla loro approvazione, dal loro rispetto nei miei confronti, dagli abiti che indossavo, dal lavoro che ottenevo, dagli studi e dall’istruzione scolastica, universitaria, dai miei voti agli esami, dal come andava la mia vita sentimentale, dalla mia intelligenza cognitiva ed emotiva.

So di non essere l’unica ad averla pensata così. La maggior parte delle persone ripone la propria autostima nella loro relazione sentimentale, nel tipo di auto che guidano, nel tipo di casa in cui vivono, nel tipo di famiglia a cui appartengono.

Tutto questo è molto lontano da quello che significa la vera autostima.

L’autostima, è vero, ha a che fare con quello che pensiamo di noi stessi, con come ci percepiamo, con l’immagine che abbiamo di noi, in quanto PERSONE, in quanto esseri umani, non in quanto i ruoli che occupiamo o i risultati che otteniamo, o le cose che possediamo, o in quanto i pareri che gli altri hanno su di noi.

Abbiamo visto che realizzare se stessi (e qua inizia ad emergere il legame che la realizzazione personale e l’autostima hanno), significa diventare se stessi. E diventare se stessi ha a che fare con l’ESSERE non con il fare o l’avere.

L’autostima ha a che fare con il riconoscere il tuo valore assoluto per il semplice fatto che SEI, che Esisti.

E non nel stimare, nel valutare il tuo valore in base a quello che fai o hai. L’unica stima che devi fare di te stessa è riconoscerti come ESSERE UMANO che fa parte di questa cosa misteriosa e meravigliosa che è la VITA.

La nonna la sapeva lunga

Mia nonna, da piccola mi ripeteva spesso che davanti a Dio siamo tutti uguali. E non importa essere religiosi o meno per sapere che aveva ragione. Lei sapeva benissimo che non ci sono persone di seria A e persone di seri B.

Mia nonna è andata a scuola giusto il tempo necessario per imparare a leggere e a scrivere. Non possedeva nulla, aveva pochi vestiti, perlopiù ricevuti in regalo, non era istruita, ma era molto saggia, non aveva mai avuto un lavoro, anche se qualche volta faceva dei piccoli lavori in giro.

Eppure era la donna con l’autostima più alta che io ho mai conosciuto.

Come faceva? Lei sapeva benissimo che il suo valore non veniva dal mondo materiale, non era determinato da persone o cose. Sapeva che, in quanto ESSERE UMANO, lei era preziosa.

La sua fierezza, la sua dignità, la sua gioia, la sua felicità, stava nel fatto che lei riconosceva con rispetto, umiltà e apprezzamento il mistero e la grandezza della vita stessa.

Ogni persona al mondo vale in quanto persona, in quanto essere umano, la vita umana ha valore.

Un’inserviente vale meno della direttrice della scuola? Sarebbe come dire che un’ape lavoratrice vale meno della regina. O che una margherita vale meno di una rosa.

Quando riconosci questo valore, semplicemente per il fatto che esisti, quando ricordi il mistero e la meraviglia della vita con rispetto e umiltà, tutto il resto viene dopo. Tutto il resto acquista valore partendo da qui, dal centro di te stessa.

Quando ricordi e riconosci il tuo valore assoluto come essere umano, non dirai più “ho l’autostima sotto i piedi” perché mi hanno licenziata, o perché non trovo lavoro, o perché la relazione sentimentale è finita.

I rapporti lavorativi possono interrompersi, le relazioni finiscono, nessuno su questa Terra è immune alle difficoltà, ma questo non farà MAI di te un essere umano inferiore.

È questa la vera AUTOSTIMA!

Come essere umani siamo fallibili ma MAI falliti. Perché, ricordi cosa diceva mia nonna, davanti a Dio siamo tutti uguali. Davanti a Dio non ci sono esseri umani di qualità superiore e esseri umani di qualità inferiore. E non importa se credi in Dio o in qualcos’altro, in un Intelligenza Superiore, o un Potere, un’Energia più Grande di noi. Il concetto non cambia.

Quando riconosci il tuo valore come essere umano, diventa più facile riconoscere ed esprimere anche le tue qualità, i tuoi talenti, la tua essenza. E quando questi non trovano modo di espressione è perché hai dimenticato il tuo valore, è perché sei sconnessa da te stessa, dal tuo centro, sei sconnessa dal mistero della vita.

Riconnettiti al tuo centro

Quando sei sconnessa dal tuo centro, la tua energia cala, non hai chiaro quello che vuoi davvero, non conosci bene te stessa, non sai quali sono le tue vere capacità e potenzialità, non conosci i tuoi talenti, non sai quale sia il tuo scopo nel mondo. Vivi prendendo dalla vita quello che viene e non quello che desideri veramente.

Quando sei sconnessa, la parte più saggia e profonda di te, soffre perché non le dai modo di manifestarsi e tu stai male.

Ti senti demotivata, scarica, insoddisfatta del tuo lavoro, delle tue relazioni, della vita in generale. Senti come se mancasse qualcosa anche se a livello materiale hai tutto: hai un tetto sopra la testa, del cibo in tavola, qualcuno con qui scambiare due chiacchiere.

Le tue idee creative svaniscono. Le tue emozioni ti travolgono e non riesci ad entrare in connessione con loro. La tua intuizione si spegne.

Al contrario, quando ricordi e riconosci il tuo valore assoluto come essere umano, sei connessa al tuo centro e la tua capacità di sapere cosa vuoi, cosa ti fa bene, si espande.

Ed è questo il collegamento tra l’autostima e auto-realizzazione.

Perché qui trovi il coraggio (che ti ricordo che significa agire con il cuore) di passare all’azione, di fare le azioni necessarie per ottenerlo, per concretizzare i tuoi sogni, i tuoi obiettivi.

E solo adesso possiamo parlare di fare e di avere. Il fare non ha a che fare con l’autostima, ha a che fare con l’auto-efficacia. E l’auto-efficacia non è un valore assoluto. È un valore che varia.

Per esempio, la mia auto-efficacia nel parlare cinese è pari a zero. Ma, se lo volessi imparare potrei aumentare la mia auto-efficacia, mettendomi a studiare questa lingua.

Un altro esempio, la mia auto-efficacia di scrivere e parlare l’italiano, su una scala da 1 a 10, non è 10 ma nemmeno 1. Sono partita da 1 tanti anni fa per poi arrivare a quanto, forse 6-7?

L’auto-efficacia è soggetta a una valutazione, a una stima, l’autostima no.

Quindi, quando sentirai che non hai ottenuto un risultato sperato, o che non sei andata bene nel tuo lavoro, non mettere in dubbio il tuo valore assoluto.

Piuttosto controlla il livello della tua auto-efficacia e chiediti che altro puoi sapere, che altro puoi imparare per aumentare le tue capacità in quel ambito specifico.

Non ho mai creduto a chi afferma che “io sono fatta così, non ci posso fare niente!” Non è vero, c’è sempre qualcosa che possiamo fare.

Qual è il prossimo passo?

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PS: Ti piacerebbe avere una guida pratica a portata di mano che ti aiuti a fare un po’ più di chiarezza sui tuoi desideri, sui tuoi talenti unici, su come individuarli e metterli al servizio della tua gioia e felicità?

Questa guida esiste e si chiama Fai Brillare la Tua Luce e la puoi scaricare gratuitamente da qui!