I SEGRETI DELLA PROCRASTINAZIONE: 3 passi per vincerla e smettere di rimandare la vita a cui aspiri

Assicurati di non essere interrotta per i prossimi 29 minuti. Lo so, possono essere tanti al giorno d’oggi con tutti gli impegni che abbiamo. Ma se sei una procrastinatrice abituale e vuoi smettere, sarà tempo ben speso.

Tuttavia, se non hai tempo ora, rimanda la lettura a un momento più opportuno.

Ma come, un post sulla procrastinazione che ti invita a rimandare?

Certo che si! Non tutto è urgente nella vita. Non c’è alcun bisogno di fare tutto subito. Ogni cosa ha il suo momento e lo spazio giusti.

La procrastinazione non è un male di per sé. Anche il troppo fare può causare altrettanto danni.

Bisogna trovare il giusto equilibrio tra Essere e Fare. Fare le cose che contano e concedersi momenti di svago, di divertimento, di ozio, di riposo e permettersi di Essere.

Prenderti una pausa quando sei stanca, rimanere a letto fino a tardi la domenica mattina, fare una lunga passeggiata per distendere i pensieri, leggere un buon libro, non è procrastinare ma prendersi cura dell’Essere (Ben-Essere).

La procrastinazione è un problema quando ti impedisce di fare le cose che contano, quelle che fanno la differenza tra vivere una vita piena e appagante oppure una vita senza grosse soddisfazioni.

La procrastinazione è un problema quando ti impedisce di trovare la tua strada nella vita.

È un problema quando blocca i tuoi progetti. Quando ti crea ansia e stress per le cose che non porti a termine.

Quando ti lasci scorrere il tempo tra le mani e in men che non si dica arrivi alla fine del tuo viaggio, piena di rimpianti e risentimento per non aver realizzato i tuoi sogni.

Ora, immagina per un attimo: come diventerebbe la tua vita tra un anno, cinque o dieci anni se smettessi di procrastinare e iniziassi a fare ciò che continui a rimandare per crearti la vita a cui aspiri?

Se dedicassi ogni giorno un po’ del tuo tempo a cose che contano davvero per te?

Se smettessi di ignorare la tua voce interiore e iniziassi ad ascoltare il tuo cuore e scoprire cosa vuoi davvero, quali sono le cose che più contano per te, quali valori ti guidano, cosa ti motiva, cosa ti dà gioia ed entusiasmo, cosa ti appaga?

Pensa a tutte le volte in cui hai esitato di seguire un corso o iscriverti a un master che ti avrebbe permesso di ampliare le tue competenze e conoscenze e approfondire quelle che hai già. Specializzarti e prendere una certificazione che ti permetterebbe di fare uno switch importante nella tua vita lavorativa?

Ecco cosa rimandano le persone più di frequente:

  • fare una telefonata importante riguardante la propria carriera;
  • inviare un’email per proporre la loro candidatura a una promozione o per un nuovo lavoro;
  • iniziare una dieta equilibrata, oppure, iniziano ma non sono costanti;
  • fare esercizio fisico regolare;
  • praticare la mindfulness;
  • migliorare la qualità del sonno;
  • pianificare meglio il tempo e le attività quotidiane per non andare sempre di corsa e vivere più serenamente;
  • esplorare le proprie vere passioni e scoprire il loro scopo nella vita:
  • vivere la vita che più desiderano perché non sanno come realizzarla.

Forse anche tu stai pensando che ti manca il coraggio di agire e la disciplina per essere costante.

Non fartene una colpa! La procrastinazione ha diverse cause, che vedremo fra poco, il che complica le cose e fa si che sia difficile rendersi conto di essere intrappolati nelle sue grinfie. Sentirti in colpa non farà altro che prolungare la tua “rimandite” cronica.

Tutti soffriamo di “rimandite” a qualche livello, chi più chi meno, ma credimi non sei l’unica. Circa il 20% della popolazione mondiale è considerata procrastinatrice cronica . Questo significa che procrastinano abitualmente e non solo in circostanze particolari .

In questo post ti racconto cosa ho imparato io sulla procrastinazione e come ho fatto a uscire dalla sua morsa.

Non fraintendermi, questo non significa che io non procrastini più. Tutt’altro! Ho procrastinato persino mentre scrivevo questo post.

Quello che voglio trasmetterti però, il messaggio principale, è:

non permettere alla procrastinazione di seppellire i tuoi sogni!

Guardandomi indietro, capisco che se non avessi vinto la procrastinazione, sarei ancora bloccata in un lavoro non adatto alla mia personalità, ai miei valori e a chi volevo diventare.

Non sarei qui oggi a sentirmi connessa con il mio scopo e a portare la mia missione, (quella di accompagnare altre donne brillanti a rispondere alla loro chiamata interiore e scoprire la loro vocazione) nel mondo.

Sei pronta a scoprire perché procrastini e come smettere di farlo?

Iniziamo!

Il giorno in cui tutto cambiò

Era un giorno tiepido di settembre ed ero seduta davanti al mio tutor nei pressi dei giardini dell’Ateneo, in via Savonarola. Mi mancava il respiro e la testa mi girava, mi sentivo come se la terra mi crollasse sotto i piedi e mi risucchiasse nel sul vortice.

Mancava un mese esatto al mio compleanno. E mi ero appena fatto il regalo più bello e desiderato di tutta la mia vita: mi ero iscritta all’università.

Nulla di straordinario quando hai vent’anni. Un po’ diverso quando ne hai trenta.

Avevo già un lavoro ed erano passati circa dieci anni da quando avevo finito le scuole superiori. A quei tempi però non avevo avuto modo di proseguire gli studi.

E la laurea era rimasta per me un sogno nel cassetto. Fino a quel giorno di settembre quando ho deciso di cambiare il corso della mia vita.

Perché allora mi sentivo come se stessi precipitando nel vuoto?

La verità è che la nostra mente detesta perdere il controllo. Preferisce la sicurezza della routine.

E quando la sensazione di controllo viene a mancare, entriamo nel panico.

È una sensazione scomoda e facciamo di tutto pur di evitarla. La nostra mente cerca di proteggerci dall’incertezza e dall’instabilità a cui andiamo incontro.

Quando ci troviamo in situazioni nuove, l’istinto è di ritrovare il terreno solido, al più presto possibile.

È un meccanismo di difesa: la mente cerca di proteggerci e lo fa anche quando i pericoli non sono reali.

Questo è uno dei motivi principali per cui procrastiniamo e preferiamo restare nella nostra comfort zone.

Fare un passo come quello di ritornare sui banchi di scuola e andare all’università, per me significava aggiungere un tassello importantissimo alla mia crescita personale e professionale.

Un piccolo passo che mi avrebbe portato a realizzare il mio sogno, quello di lavorare nell’ambito della relazione d’aiuto con le persone, e una laurea umanistica era per me un passaggio da non saltare.

Allo stesso tempo però significava anche andare incontro a un’infinità di situazioni nuove, scomode e sconosciute.

  • paura di non riuscire ad afferrare i concetti presenti sui libri da studiare e superare gli esami.
  • paura di mettermi in ridicolo, di sbagliare. Di essere guardata con occhi giudicanti dai compagni di studio, visto che erano tutti molto più giovani di me.

Tutti abbiamo un’immagine di noi stessi, ci creiamo una certa idea su chi siamo e quando quest’idea viene messa a dura prova facciamo di tutto per aggrapparci ad essa, senza capire che solo lasciando andare quella vecchia immagine permettiamo che ne emerga una nuova, ancora più brillante. Una versione migliore di chi siamo e di chi possiamo diventare.

Avevo paura anche di sprecare il mio tempo e il denaro che guadagnavo con sudore. Di deludere me stessa e le persone intorno a me in caso in cui non fossi riuscita a portare a termine gli studi e laurearmi.

La paura dell’ignoto, dell’incertezza ci porta a rimandare qualsiasi decisione ed azione che potrebbe rappresentare un pericolo per la nostra idea di stabilità, di comodità e di controllo sulle esperienze che viviamo, e sulla nostra vita stessa.

Ed è per questo che la maggior parte di noi, se non tutti, preferiamo dedicarci ad attività più piacevoli o meno impegnative, più gratificanti a breve termine.

Questo però, a lungo termine può portare a una serie di conseguenze negative come stress, ansia e un senso di insoddisfazione, nonché la mancata realizzazione personale.

Come ho fatto a vincere la procrastinazione e non lasciare che mi impedisse di realizzare il mio sogno?

Quello che ho fatto per smettere di rimandare e fare il passo che mi avrebbe portato poi ad abbracciare la carriera che desideravo, è stato un insieme di cose:

  • chiarire con me stessa cosa desideravo davvero;
  • fare i conti con la questione TEMPO. Quando vogliamo raggiungere un certo risultato, una delle cose che ci fa procrastinare è pensare che ci vorrà troppo tempo per realizzarlo. E per questo non iniziamo neanche a farlo. Ma troppo tempo, quanto di preciso? Troppo rispetto a cosa? E poi, se non inizi mai, quanto tempo ti ci vorrà per raggiungere il risultato che desideri?
  • raccogliere informazioni sui corsi di laurea;
  • parlare con la manager della facoltà;
  • chiedere consigli ad amici e conoscenti;
  • immaginarmi come studentessa.

E non per ultimo, ho usato la stessa tecnica che ho usato anche per finire questo lunghissimo post e che credo abbia funzionato più di tutte.

La tecnica è stata quella di dichiarare la mia intenzione di andare all’università agli altri, ai miei amici e alle persone a me care.

Dichiarare che farai una determinata cosa, aumenta il senso di impegno e la motivazione per farla davvero. Inoltre la rende più reale, la sensazione è quella di poterla realizzare davvero, quando lo dici a voce alta con qualcuno. Le parole danno vita ai nostri pensieri e aiutano a concretizzarli. Le parole non solo esprimono i nostri pensieri, ma li plasmano e li rafforzano, rendendoli più tangibili e influenti.

Non è detto che dirlo agli altri, possa funzionare per tutti. Per me, rimangiarmi la parola non era un’opzione a meno che non fosse arrivata un’invasione di zombi.

Uscire dalla comfort zone

Perché siamo così attaccati all’idea di stabilità, di comodità?

Come abbiamo visto, la nostra mente detesta la perdita di controllo. E non ha alcun controllo su una cosa che non conosce, su un’esperienza che non ha mai fatto. Ecco allora che ci porta a procrastinare, piuttosto che ad agire.

Ma se facessimo solo quello che sappiamo fare non impareremo mai nulla di nuovo. Se tutti vivessimo sotto una campana di cristallo non ci sarebbe né progresso né evoluzione per l’umanità, né gioia e soddisfazione per noi stessi.

Avrei potuto continuare a fare il lavoro che facevo, anche se non era quello che desideravo veramente.

Avrei potuto restare nella mia comfort zone.

Alla fine dei miei giorni, guardandomi indietro, come mi sarei sentita? Quali sarebbero stati i miei più grossi rimpianti?

Di sicuro avrei rimpianto amaramente il fatto di non aver continuato gli studi e realizzato i miei sogni.

Avrei rimpianto di non aver trovato il coraggio per agire, superare le difficoltà e fare quello che mi faceva battere il cuore.

Come faccio a saperlo?

Semplice:

  • ora so cosa vuol dire vivere allineata ai miei valori;
  • so quanto la libertà e l’indipendenza siano preziose per me;
  • so cosa significa essere connessi al proprio scopo e portare nel mondo la propria missione;
  • avere un impatto positivo sulla vita degli altri e contribuire al cambiamento di cui hanno bisogno;
  • adesso so cosa significa alzarmi dal letto al mattino e fare quello che mi dà gioia, sentirmi in pace con me stessa e sapere di essere sulla strada giusta e fare la cosa giusta.

Quando la procrastinazione ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi più importanti, di realizzare i nostri sogni, diventa necessario imparare a lasciare andare la sensazione di controllo e di stabilità e agire.

Smettere di procrastinare mi ha permesso di passare da lavoratrice dipendente, insoddisfatta e per nulla appagata, ad avere la mia libertà, lavorare in autonomia con persone meravigliose, gestire le mie giornate e sentire di dare il mio contributo al mondo.

Nulla di tutto questo sarebbe successo se avessi permesso alla procrastinazione di bloccarmi.

Nulla di tutto ciò sarebbe successo se non avessi permesso alla parte più autentica di me di emergere e di esprimersi.

Più facile a dirsi che a farsi? Probabile, ma credimi non è impossibile!

L’alternativa sarebbe ben peggiore dato che la procrastinazione ostacola realmente la realizzazione personale e professionale.

La procrastinazione può impedirti di realizzare i tuoi sogni. A meno che non decidi di porci rimedio.

Ecco perché, se stai continuando a rimandare a far emergere chi sei veramente, trovare la tua strada e creati una vita piena e appagante, continua a leggere perché tra poco vediamo altre staregie per rompere le catene della procrastinazione.

Procrastinazione e studi accademici

La procrastinazione è un fenomeno ampiamente studiato nella psicologia e nelle scienze comportamentali.

Ci sono tanti studi accademici al riguardo.

Piers Steel, studioso di psicologia motivazionale e massimo esperto sul tema della procrastinazione, ha sviluppato una teoria che delinea i diversi profili dei procrastinatori, classificandoli in base ai comportamenti tipici che li portano a rimandare.

La sua analisi identifica principalmente tre categorie di procrastinatori:

1. Chi non riesce a cominciare

    Questo tipo di procrastinatore spesso soffre di ansia da prestazione o di una mancanza di fiducia nelle proprie capacità.

    L’idea di iniziare un compito può sembrare così opprimente che trova più facile evitarlo.

    Spesso, hanno standard perfezionistici che li paralizzano, temendo che qualsiasi cosa producano non sarà all’altezza delle loro aspettative.

    2. Chi comincia ma si perde nei dettagli

    Questo gruppo inizia i compiti ma si blocca su aspetti minori, dedicando troppo tempo a dettagli insignificanti e perdendo di vista l’obiettivo principale.

    Tale comportamento è spesso legato al perfezionismo e alla paura di commettere errori. Questi procrastinatori analizzano troppo, hanno bisogno di raccogliere tutte le informazioni possibili e questo impedisce loro di fare progressi significativi.

    3. Chi si lascia tentare dalle distrazioni

      Questi procrastinatori sono facilmente distratti da elementi esterni, come i social media, i messaggi di amici o altre attività piacevoli.

      Hanno difficoltà a mantenere la concentrazione e spesso lasciano che le tentazioni immediate prevalgano sui loro obiettivi a lungo termine. Questo comportamento è spesso collegato alla mancanza di autocontrollo e alla difficoltà nel gestire le proprie priorità.

      Steel sottolinea che comprendere il proprio tipo di procrastinazione è il primo passo verso la gestione efficace di questo comportamento.

      Che tipo di procrastinatrice sei?

      La ricerca di Fuschia M. Sirois e Blair A. Kitner del 2015 invece, ha esaminato il legame tra procrastinazione e salute, concentrandosi specificamente sulla relazione tra procrastinazione e sonno.

      Ha scoperto che i procrastinatori tendono ad avere una peggiore qualità del sonno, che può influenzare negativamente la loro salute.

      Non per niente Jeff Bezos, diceva che non è il fare a causarci lo stress e malessere, ma al contrario è proprio il non fare quello che va fatto che lo causa.

      E se ci pensi, ha senso. Ti è mai capitato di svegliarti nel cuore della notte con l’ansia addosso perché ti sei ricordata di non aver portato a termine una cosa che andava fatta? A me si, almeno un milione di volte.

      Rimandare le cose, quello che in fondo al cuore sappiamo che va fatto, comporta sempre un’occasione mancata di esprimere noi stessi e le potenzialità che ci abitano, nel momento presente.

      È uno spreco che facciamo del nostro tempo e alla lunga, della nostra vita.

      Perché vedi, non importano i fallimenti o gli sbagli che farai mentre hai provato a fare qualcosa, alla fine della corsa quello che rimpiangerai saranno le cose che non hai fatto, che non ci hai nemmeno provato.

      Procrastinare non è soltanto fare un cattivo uso del proprio tempo.

      È un rimandare (a forse MAI) l’opportunità di realizzare il proprio scopo in questa vita e di essere felici.

      Ci sono diverse cause che spingono a procrastinare.

      Le cause della procrastinazione che ti impediscono di agire e trovare la tua strada nella vita

      1. Mancanza di chiarezza

        La mancanza di chiarezza porta a procrastinare.

        Per anni, anche io sono rimasta intrappolata in questo ciclo. Sapevo di voler lavorare nel campo della relazione d’aiuto, comprendevo il perché lo volevo fare e perché era importante per me. Ma quello che mi mancava era la chiarezza: da dove iniziare e come fare?

        E questo mi portava a rimandare, sperando che una soluzione apparisse magicamente.

        Ma sai qual è la lezione che ho imparato da questa situazione? Le cose non cambiano da sole e rimandare è solo uno spreco di tempo. Il cambiamento inizia quando decidi di agire. Sta a noi chiarirci le idee, esplorare il nostro mondo interiore ed esteriore, e vivere all’altezza dei nostri sogni.

        Quando non sai cosa vuoi fare, perché vuoi farlo, e come farlo, è facile continuare a rimandare.

        Molte persone vivono insoddisfatte del proprio lavoro perché non hanno una visione chiara di quale sarebbe l’alternativa. Bramano una vita felice e appagante, ma la mancanza di chiarezza li tiene bloccati.

        Ecco, quindi tre punti chiave:

        • Sapere cosa vuoi davvero
        • Capire perché è importante per te
        • Sapere come raggiungerlo

        Quante volte hai desiderato di fare un lavoro migliore, gratificante, che ti permetta di esprimerti liberamente, trovare tempo per te stessa e mantenere un buon equilibrio tra vita e lavoro?

        Desiderarlo senza agire non basta! Bisogna smettere di rimandare, fare chiarezza e fare passi allineati ai tuoi desideri.

        La mancanza di chiarezza genera indecisione, rendendo difficile scegliere quale azione intraprendere per prima. È un ciclo che continua finché non prendi una decisione chiara e agisci.

        Anche se il tuo lavoro attuale non ti soddisfa e speri in un cambiamento, ricorda che il cambiamento non avviene da solo. Sta a te fare il primo passo verso la chiarezza e, quindi, verso la vita appagante che desideri.

        Prenditi tutto il tempo, ma non lasciare che il tempo si prenda tutto.

        Massimo Gramellini

        2. Paura del fallimento

        Un’altra causa della procrastinazione è la paura del fallimento.

        Hai mai sentito quella morsa allo stomaco che ti blocca ogni volta che pensi di fare quel passo in più?

        Sì, sto parlando della paura del fallimento. È una sensazione che tutti noi abbiamo conosciuto almeno una volta nella vita. È comprensibile avere paura, nessuno vuole fallire. Fin da piccoli ci viene insegnato che fallire è una cosa negativa, qualcosa da evitare a tutti i costi.

        E così, rimandiamo i compiti, i progetti, persino i nostri sogni, pensando che sia un modo per proteggerci dalle esperienze negative.

        Ma fermati un attimo e pensaci: il vero fallimento non è tentare e non riuscire, ma non provare affatto. Sei d’accordo?

        Lascia che ti racconti una storia.

        Sara, aveva un talento e una passione incredibili per la musica. Le melodie danzavano nella sua mente e, quando suonava il pianoforte, il mondo sembrava fermarsi per ascoltare.

        La musica era il suo sogno nel cassetto, la sua più grande passione, ma aveva sempre avuto paura di inseguirla.

        Sara veniva da una famiglia che dava molta importanza alla sicurezza e alla stabilità. I suoi genitori l’avevano sempre incoraggiata a cercare un lavoro “sicuro” e “redditizio”, così aveva scelto una carriera nel settore finanziario, anche se questo non era proprio nelle sue corde.

        Ogni giorno che trascorreva tra quelle quattro mura, in un ufficio grigio e anonimo la faceva sentire sempre più vuota.

        Il suo cuore, batteva al ritmo della musica. I weekend dedicati a comporre canzoni erano il suo rifugio, il momento in cui sentiva di essere veramente viva.

        Tuttavia, la paura del fallimento la tratteneva. “E se non fossi abbastanza brava? E se la mia musica non fosse abbastanza buona?” si chiedeva.

        E così, mentre continuava a fare un lavoro che non amava, la sua passione scemava nel cassetto della scrivania, sepolta sotto pile di documenti e fogli di calcolo.

        Col passare del tempo, la sua insoddisfazione cresceva, insieme al risentimento verso se stessa.

        Il fatto è che tutti hanno sogni più o meno grandiosi e passioni nascoste.

        Ma solo chi si prende la briga di realizzarli, affrontando la paura di fallire, ci riesce davvero.

        La differenza tra una vita mediocre e una appagante, sta tutta qui: credere nei propri sogni e renderli reali, e farlo il prima possibile perché continuare a rimandarli a un domani indefinito rischia che quel domani non arrivi mai.

        3. Mancanza di una motivazione solida

        • Cos’è importante per te? Cosa ti motiva?
        • Cosa ti spinge a fare quello che fai?
        • Perché potresti cambiare vita o lavoro e smettere di procrastinare?
        • Perché potresti smettere di rimandare la realizzazione dei tuoi sogni?
        • Quanto sei motivata a farlo?

        Scoprire cosa ti motiva può cambiare il corso della tua vita.

        Mentre, senza una ragione o un scopo ben definito, diventa difficile trovare l’energia per iniziare e fare qualsiasi cosa.

        4. Perfezionismo

        Nella vita, il perfezionismo può diventare il nostro peggior nemico.

        Ti sei mai ritrovata a procrastinare perché pensavi che non fossi pronta abbastanza?

        • rimandare un esame perché pensi di dover studiare ancora un po’;
        • rinviare un colloquio di lavoro perché pensi che le tue competenze non siano sufficienti;
        • ritardare la realizzazione di un sogno, di un progetto perché pensi di non avere tutte le carte in regola.

        Io si! Tante volte. Ricordo ancora quando praticavo jujitsu e arrivava il momento di fare l’esame. Non mi sentivo mai abbastanza preparata. Tutti gli anni la stessa storia, volevo rimandare l’esame al prossimo anno per poter così continuare a passare e ripassare le tecniche alla perfezione.

        Così anche in altre situazioni. Quando imparo una nuova cosa o quando faccio qualcosa che mi sta a cuore, che la ritengo importante, la voglio fare al meglio, senza rendermi conto che il meglio non significa perfetta.

        Il problema è che se aspetti il momento perfetto per iniziare, quel momento non arriverà mai. Invece di compiere il primo passo verso i tuoi sogni, ti ritrovi a rimandare, convinta che non sia il momento giusto o che non sarai in grado di raggiungere la perfezione.

        Bisogna però smettere di dubitare delle proprie capacità e lasciar andare le aspettative irrealistiche e gli standard inarrivabili.

        Fare il meglio che si può senza pretendere che sia perfetto.

        Perché ecco qual è il punto: cercare la perfezione è come inseguire un miraggio nel deserto. È un traguardo che non potremo mai raggiungere perché non esiste. E così, finiamo per procrastinare costantemente, aspettando le condizioni ideali che, purtroppo, non si presenteranno mai.

        Il segreto sta nell’accettare che non dobbiamo essere perfette per iniziare. Accettare i nostri difetti e le nostre imperfezioni è un altro passo importante per smettere di rimandare.

        È solo quando smettiamo di aspettare il momento perfetto e iniziamo ad agire con coraggio, anche se ci sentiamo goffe e impacciate, che possiamo davvero raggiungere grandi risultati.

        È l’azione, non la perfezione, che ti porta verso i tuoi sogni.

        Fai quello che puoi con quello che hai, nel posto in cui sei.

        Theodore Roosevelt

        5. Mancanza di fiducia in sé stessi

        Ti è mai capitato di sentire un nodo alla gola, una vocina che sussurra “Non ce la farai”? “Lascia stare?” “Non osare!” “Rimani dove sei, al sicuro!”

        La mancanza di fiducia in noi stessi è una trappola subdola che ci porta a rimandare i nostri sogni, ad allontanarli in un futuro indefinito che potrebbe non arrivare mai.

        La fiducia in sé stessi è come un filo conduttore che attraversa ogni aspetto della nostra vita. È il pilastro su cui costruiamo relazioni sane e realizziamo i nostri obiettivi. Senza di essa, ci sentiamo persi, incapaci di fare il primo passo verso ciò che desideriamo veramente.

        Su come riconquistare la fiducia in se stesse ne ho parlato ampiamente qui.

        Quando non crediamo nelle nostre capacità, tendiamo a evitare nuove sfide, a evitare decisioni coraggiose e rimanere nella nostra zona di comfort. Questo ci impedisce di aspirare a obiettivi importanti.

        La fiducia va coltivata e rinforzata ad ogni scelta audace che facciamo. Ogni piccola vittoria, ogni piccolo successo è un mattone che costruisce la nostra autostima. Se continuiamo a procrastinare, rischiamo di indebolire sempre di più quella fiducia.

        Quando agisci cresce il coraggio. Quando rimandi cresce la paura.

        Pubilio Siro

        Ogni volta che scegliamo di agire, non solo rafforziamo la nostra fiducia, ma ci avviciniamo un po’ di più ai nostri sogni.

        Ogni azione conta e ti rende più forte.

        Altre cause della procrastinazione

        1. Distrazione

          La routine stessa può essere motivo di distrazione e deviazione dalla ricerca della propria strada nella vita.

          Se quello che fai ogni giorno ti assorbe completamente e non ti lascia mai tempo e spazio da dedicare alle cose che contano di più per te, molto probabilmente la causa della tua procrastinazione è dovuta a una cattiva gestione della tua routine.

          Qui la domanda chiave da farti è: Sto investendo il mio prezioso tempo in attività che portano valore alla mia vita, anche nel lungo periodo? O mi lascio distrarre da tante piccole faccende?

          2. Mancanza di pianificazione

          Anche la mancanza di pianificazione può portare alla procrastinazione perché senza una chiara struttura o obiettivi definiti, è facile perdersi o sentirsi sopraffatti dalle attività da svolgere.

          Senza una pianificazione adeguata, potresti non avere una visione chiara delle priorità o dei passi necessari da fare, il che può portare a ritardi e procrastinazione.

          Una pianificazione efficace può aiutare a suddividere le attività in compiti gestibili e a stabilire scadenze realistiche, riducendo così la tendenza a rimandare.

          3. Sottostima del tempo necessario

          Sottostimare il tempo necessario per raggiungere un obiettivo può altrettanto portare alla procrastinazione.

          Questo accade perché quando pensiamo che un compito richieda meno tempo di quanto in realtà ne richieda, tendiamo a posticiparlo pensando di poterlo fare più avanti senza problemi.

          Questo atteggiamento può portare a rimandare continuamente il compito finché non ci troviamo sotto pressione perché il tempo a nostra disposizione è esaurito.

          Inoltre, sottostimare il tempo può anche portare a una mancanza di pianificazione e di strategie efficaci per completare l’attività, contribuendo ulteriormente alla procrastinazione.

          4. Ricerca di gratificazione immediata

          Anche quando siamo attratti dalle ricompense immediate, tendiamo a preferire attività piacevoli o facili piuttosto che quelle più impegnative ma gratificanti nel lungo termine.

          Questo comportamento può portare alla procrastinazione poiché rimandiamo le attività che richiedono sforzo e tempo, privilegiando quelle che ci danno soddisfazione immediata.

          Ad esempio, potremmo procrastinare lo studio o la ricerca della propria strada nella vita, per guardare una serie TV su Netflix. O rimandare l’inizio di un progetto impegnativo perché ci piace di più fare qualcosa di meno faticoso.

          Tuttavia, nel lungo termine, questa tendenza può avere conseguenze negative sulle nostre prestazioni e sulla nostra realizzazione personale e professionale.

          Rimandare una cosa semplice la rende difficile e rimandarne una difficile la rende impossibile.

          George H. Lorimer

          Identificare le cause personali della procrastinazione è un buon modo per affrontarla in modo efficace.

          Una volta compreso ciò che ci porta a procrastinare, sarebbe bello avere anche delle tecniche e strategie che ci aiutino a tirarcene fuori.

          Ci sono tante tecniche e strategie per uscire dalle grinfie della procrastinazione. Come quelle che ti ho raccontato prima, e che mi hanno aiutato a smettere di rimandare anche se avevo paura dell’incertezza, del fallimento, anche se dubitavo delle mie capacità.

          In questo post, voglio parlarti di tre tappe fondamentali per vincere la procrastinazione e smettere di rimandare la vita a cui aspiri .

          La procrastinazione è uno degli ostacoli principali alla nostra realizzazione personale e professionale.

          3 passi per spezzare le catene della procrastinazione

          1. Fai Luce

          Il primo passo per superare la procrastinazione è esserne consapevoli.

          Esserne consapevoli vuol dire riconoscere quando si sta procrastinando. E nel momento in cui ti rendi conto che stai procrastinando, puoi andare dentro di te e prestare attenzione a come ti senti.

          Permetti alle tue emozioni di affiorare senza giudicarle e fai luce su di loro, dai loro un nome. Da dove vengono? Cosa sono?

          • Paura?
          • Rabbia?
          • Tristezza?
          • Vergogna?
          • Colpa?
          • Disappunto?

          Cosa ti voglio comunicare, qual è il messaggio positivo che hanno per te?

          La chiave è: essere consapevoli delle proprie emozioni e di come agisci a queste per non lasciare che ti portino a procrastinare.

          Questo significa guardare oltre il semplice atto di rimandare e comprendere i motivi più profondi.

          Come abbiamo detto prima, la paura del fallimento, della critica e del giudizio degli altri creano blocchi e ci portano a procrastinare e rinviare la realizzazione di quello che è importante per noi.

          Ma come dicevamo all’inizio, la nostra mente ci vuole proteggere dalla sofferenza, dall’incertezza, dall’ignoto.

          E lo fa anche quando i pericoli non sono reali.

          E qui è bene ascoltare il messaggio positivo che le nostre emozioni hanno per noi: se il pericolo non è reale, di cosa ho paura?

          • Da cosa devo essere protetta?

          • Cosa mi spaventa così tanto?
          • Da cosa mi devo nascondere?
          • Da cosa devo stare in guardia?
          • Cosa potrà mai succedere?

          Essere consapevoli dei comportamenti, delle emozioni, dei pensieri che fai, delle parole che ti dici e che ti portano a procrastinare è il primo passo fondamentale per smettere di rimandare e perseguire attivamente i tuoi obiettivi.

          2. Definisci obiettivi chiari

          Il secondo passo è quello di definire i tuoi obiettivi in modo chiaro e realistico. Se hai ben chiaro cosa vuoi e in quale direzione stai andando, sarà più facile vincere la procrastinazione e passare all’azione.

          Definire un obiettivo chiaro è molto più che sapere cosa vuoi, significa saperlo nei dettagli.

          Deve essere:

          • Specifico

          Un obiettivo specifico risponde a domande come:

          Dove, quando, come, con chi?

          Cosa voglio raggiungere?

          Dove sono adesso?

          Quali risorse mi servono per raggiungerlo?

          Quali sono i contesti più adatti?

          • Misurabile

          Deve essere possibile valutare i progressi e sapere quando l’obiettivo è stato raggiunto.

          In che modo saprai che hai raggiunto il risultato?

          Che cosa ti permetterà di sapere che hai raggiunto lo stato desiderato?

          • Raggiungibile e Realistico

          Deve essere possibile da realizzare, quindi fattibile, concreto, sotto il tuo controllo, suddivisibile in piccoli passi o tappe intermedie, per rendere più facile monitorare i progressi e apportare correzioni se necessario.

          Non serve a nulla fissare mete impossibili che finiranno solo per demotivarti.

          • Rilevante

          La rilevanza è data dall’importanza che ha per te.

          Un obiettivo rilevante ti motiva perché sai che il suo raggiungimento porterà un miglioramento significativo nella tua vita.

          • Temporizzato

          Deve avere una data di scadenza. Un obiettivo senza una scadenza rischia di diventare un sogno irraggiungibile.

          Stabilire una data precisa entro cui desideri raggiungere il tuo obiettivo, ti porterà a mantenere il focus ed evitare le distrazioni.

          Definire obiettivi chiari è come tracciare una mappa. È avere un’idea precisa di dove sei ora e dove vuoi arrivare tra sei mesi, tre o cinque anni.

          Ed è un ottimo antidoto contro la procrastinazione.

          3. Pianifica

          Una volta che hai chiaro quale strada prendere, un ottimo modo di evitare di procrastinare ed iniziare ad agire è quello di pianificare ogni tappa per raggiungere il tuo obiettivo.

          Pianificare significa organizzare in anticipo le attività, le risorse e i tempi necessari per raggiungere ogni cosa che desideri.

          È un processo che prevede la definizione di priorità, la suddivisione dei compiti e dei passi necessari in passi più piccoli e facilmente gestibili.

          Pianificare significa creare un calendario e stabilire una sequenza temporale per l’esecuzione delle varie attività.

          È un’ottima strategia che, è vero può richiedere un po’ di tempo e impegno sul momento ma nel lungo periodo ti farà risparmiare un sacco di tempo ed energie.

          Ti aiuta a:

          • Mantenere il focus sui tuoi obiettivi. Questo rende più facile capire cosa devi fare e perché è importante, riducendo così l’incertezza che spesso porta alla procrastinazione.
          • Suddividere i compiti. Affrontare piccole parti di un compito piuttosto che l’intero lavoro in una volta sola riduce l’ansia e la tendenza a rimandare.
          • Gestire meglio il tuo tempo. Sapere quando esattamente lavorerai su un compito elimina l’ambiguità ed eviti di rimandare.
          • Ti aiuta a identificare quali attività sono più urgenti e importanti. Concentrarti su queste attività per prime ti aiuta a fare progressi significativi e a evitare di perdere tempo su compiti meno rilevanti.
          • Monitorare i progressi che fai. Tenere traccia dei tuoi progressi rispetto al piano ti dà una visione chiara di quanto hai già completato e di cosa rimane da fare. Questo può essere motivante e ridurre la sensazione di dover fare tutto all’ultimo minuto.

          Non per ultimo, ti aiuta a ridurre considerevolmente lo stress. Sapere che hai un piano in atto evita le preoccupazioni.

          Et voilà, meno stress, meno probabilità di procrastinare.

          Se sei arrivata a leggere fino qui, ti ringrazio davvero tanto!

          E se hai trovato almeno un’idea utile in questo post, mi riterrò appagata per tutte le ore che ho dedicato a fare ricerca e a scriverlo.

          Se l’articolo ti è stato utile o ti è piaciuto, ti invito a lasciare un commento qui sotto e condividerlo con chi pensi possa trarne beneficio.

          Grazie per il tuo supporto!

          E ricorda che procrastinare di tanto in tanto non è un grosso problema.

          Diventa un problema quando questo ci impedisce di assumerci la responsabilità della nostra vita e della nostra felicità.

          La responsabilità vista non come un fardello da portare sulle spalle ma come quella capacità di rispondere alle sfide della vita, fare scelte audaci per noi stesse e costruirci la miglior vita possibile.

          Un abbraccio,

          Paulina

          Ti sei mai trovata nella situazione di percepire come un conflitto interiore, sentirti come se fossi divisa in due parti? Come se dentro la tua testa ci fossero due voci che ti parlano mostrandoti due scenari opposti tra loro?

          Da una parte vorresti andare in una certa direzione o agire in un certo modo, dall’altra vorresti fare tutto il contrario.

          Se la tua risposta è si, tranquilla non sei l’unica e soprattutto non sei impazzita.

          É piuttosto, una situazione che si può presentare nel momento in cui ti ritrovi a prendere un’importante decisione nella tua vita e non sai quale sia la scelta migliore.

          È capitato a tutti, almeno una volta nella vita.

          Sai quando si dice mettere d’accordo cuore e testa? Ecco, questa è una situazione tipica. Come si fa a mettere d’accordo testa e cuore?

          Ti racconto una storia personale in cui ho vissuto questo conflitto interiore in maniera molto intensa.

          Tanto intensa da essere riuscita a riconoscerlo e ad osservarlo mentre si manifestava.

          Come ho reagito, come l’ho gestito e quale soluzione ho trovato per “risolverlo”?

          E, prendendo spunto dalla mia esperienza, cosa puoi fare anche tu quando e se ti capiterà di trovarti di fronte a una decisione da prendere e ti sembrerà di essere “tirata” da due parti opposte fra loro.

          Il mio cammino porta la luce che mi sta vicino

          Era agosto del 2014. Stavo facendo la colazione al bar, in una calda mattinata di piena estate. Fare la colazione al bar non è per me una cosa usuale. Preferisco di gran lunga la colazione lenta ed abbondante nella tranquillità di casa mia.

          Quella volta era stata un’eccezione. Era una specie di festeggiamento. Avevo da poco concluso l’ultimo contratto di lavoro, durato la bellezza di 3 anni, che però mi erano sembrati 30 e avevo preso la decisione di non accettare il rinnovo. Non era decisamente stato il lavoro della mia vita e per di più non era stata nemmeno una bella esperienza lavorativa.

          Non avevo un piano B concreto ma una cosa la sapevo per certo: volevo cambiare la direzione che aveva preso la mia vita e muovermi verso la realizzazione di quelli che erano i miei sogni.

          Mi ero appena laureata e oltre la mia bella laurea fresca in mano tutto quello che avevo era qualche risparmio da parte e, davanti a me tela bianca, “la totalità delle possibilità”, come diceva Louise L.Hay.

          Sentivo che avrei potuto fare qualsiasi cosa.

          Iniziare una nuova vita

          Volevo iniziare una nuova vita e mettere fine all’insoddisfazione lavorativa che durava ormai da anni.

          Ma prima di dare inizio alla mia nuova vita lavorativa, volevo in qualche modo “disintossicarmi” da quella vecchia e dalle esperienze spiacevoli. Lavorare a tempo pieno e finire gli studi nello stesso tempo si era rivelato più stressante del previsto. Soprattutto quando l’ambiente lavorativo non era proprio un posto dove mi recavo con serenità.

          Tutt’altro, nei ultimi mesi mi trascinavo mal volentieri sul posto di lavoro intenta a mantenere il patto con me stessa: dimettermi (solo) dopo aver finito gli studi.

          Sentivo un grande bisogno interiore di rigenerarmi e di allontanarmi da tutto e soprattutto da tutti e rifugiarmi in mezzo alla natura. Quest’ultimo lavoro mi aveva portato a sviluppare una certa insofferenza a quella parte di persone che sembravano nate per stressare la vita agli altri.

          He, he Paulina, è questo che succede quando fai un lavoro che non ami e che ti sei sentita costretta ad accettare perché pensavi di non avere altra scelta”, mi rimproveravo spesso.

          Ed è stato anche questo il motivo per cui, quando finalmente ho realizzato uno dei miei sogni più grandi (adesso faccio il lavoro che amo), ho deciso di dedicarmi, come coach&mentor, in modo particolare alla realizzazione personale, per aiutare chi sta cercando la propria strada nella vita e non vuole più accontentarsi di fare un lavoro qualsiasi. Adesso aiuto chi dentro sé stessa sente la propria chiamata ed è determinata a non ignorarla più.

          A questo scopo ho ideato il percorso CREA LA TUA VITA, un percorso per chi ha deciso di vivere una vita piena e appagante, perché sono convinta che non siamo obbligate a percorrere una strada che ci è stata messa davanti ma possiamo scegliere per noi stesse, possiamo davvero crearci una vita su misura, che rispecchi la nostra inclinazione naturale e i nostri valori.

          Ma questa è un’altra storia. Nel frattempo, se vuoi dare un occhiata al percorso CREA LA TUA VITA, per saperne di più, clicca qui.

          Torniamo alla nostra storia sul conflitto interiore.

          Come potevo rigenerarmi e lasciarmi le esperienze spiacevoli alle spalle?

          Una vacanza qualsiasi non sarebbe bastata.

          Da introversa nata quale sono, sapevo che la soluzione migliore sarebbe stata non un viaggio qualsiasi ma uno che mi avrebbe portata in contatto diretto con la natura e allontanato dalla folla di persone. Avevo bisogno di tranquillità e di stare sola con me stessa per ricaricare le batterie e ripartire alla grande con i nuovi progetti.

          Il Cammino di Santiago

          E così mi torna in mente che, anni prima qualcuno mi aveva parlato del Cammino di Santiago. Un mese intero a camminare, soli, in mezzo alla natura. Wow!

          L’idea di intraprenderlo un giorno era rimasta lì da qualche parte, in un angolino nascosto della mia mente. E adesso sembrava essere arrivato il momento giusto per dare vita a quell’idea.

          Portato a termine il vecchio lavoro, non dovevo più elemosinare due settimane (o più) di ferie consecutive, non dovevo chiedere alcun permesso a nessuno. Ero finalmente libera di fare tutto quello che volevo, di andare ovunque e di starci anche quanto mi pareva.

          900km in 30 giorni

          E quella mattina, di un caldo agosto del 2014 è successo qualcosa che non mi sarei mai aspettata. Un segno dall’alto.

          Mentre mi trovavo insolitamente in questo bar a fare colazione, la mia attenzione è stata catturata dalla prima pagina del giornale locale.

          In prima pagina era pubblicata in grande la foto di una ragazza del posto che aveva appena concluso di percorrere il Cammino di Santiago, in 30 giorni. 900km in 30 giorni, diceva il titolo dell’articolo.

          Il mio cuore ha fatto un sussulto. Mi sono precipitata qualche pagina più in là per leggere d’un fiato l’intero articolo.

          Sapevo che questa non era una coincidenza, non credo più alle coincidenze da tanto ormai. Per questo, quando ho preso in mano il telefono per cercare su Facebook la ragazza dell’articolo, il mio cuore ha fatto un altro sobbalzo.

          Prima che cambiassi idea, le ho inviato un messaggio e le ho chiesto di vederci per avere maggiori informazioni riguardo il Cammino.

          Lei, con mia sorpresa (per non avermi presa per pazza) mi ha risposto e abbiamo fissato un appuntamento un paio di giorni dopo.

          Durante l’incontro, lei con molta gentilezza e gli occhi pieni di gioia mi ha raccontato della sua meravigliosa avventura dandomi tutti i dettagli necessari.

          Dall’equipaggiamento da portarmi dietro, al peso ideale della “mochila”, che è lo zaino che diventa la propria casa da portare come una lumaca sulla schiena per tutto il tempo del cammino.

          Mi ha spiegato il percorso da fare, da dove scaricare la mappa, dove dormire, come organizzarmi le tappe da percorrere, a cosa stare attenta e cosa evitare. Come curarmi le inevitabili vesciche ai piedi dovute ai chilometri macinati. E tanto altro.

          Il viaggio nella mia mente

          Da quel momento era come se mi fossi sdoppiata. Mentre lei mi raccontava con entusiasmo la sua esperienza, dentro di me è iniziato un dialogo incessante, tra due me, o meglio tra due parti di me.

          La mia mente ha iniziato a viaggiare per i fatti suoi.

          Una parte di me diceva sbigottita: il Cammino di Santiago? Non ci pensare neanche! Ma che sei impazzita? Ma vattene al mare, su una spiaggia bianca al caldo. Ma come pensi di camminare tutti quei chilometri?

          Lascia stare! Un’altra volta! Ok, potresti superare tutto ma non le cimici nei letti (la legenda delle cimici nei letti, in realtà basta solo fare un po’ di attenzione). No, dai non è il momento giusto per intraprendere questa avventura!

          E un’altra parte di me invece diceva: ecco, è proprio quello che ti serve! Se non è questo il momento giusto, quand’è allora? Un viaggio in mezzo alla natura, un’avventura lontano dal mondo per lasciarti tutto alle spalle. Hai sempre amato camminare, ecco l’occasione giusta. Sarai finalmente libera da qualsiasi impegno e responsabilità, e soprattutto da qualsiasi rottura di scatole, in mezzo alla natura, solo tu con te stessa. Finalmente potrai stare con te stessa tutto il tempo ed ascoltarti per ritrovare il tuo centro, la tua te, vera e autentica.

          Questa conversazione nella mia testa è continuata fino al giorno di partenza. Mi accompagnava dalla mattina alla sera, mentre organizzavo il viaggio, mentre prenotavo il biglietto aereo, mentre compravo l’abbigliamento adatto e scaricavo la mappa con l’itinerario del percorso.

          A fine settembre sono partita per la Francia, e dopo aver preso un aereo, un paio di treni e un pullman sono arrivata con la mia bella mochila sulle spalle, ai piedi dei Pirenei, il luogo da dove è iniziata la mia avventura, con questo mantra nel cuore: il mio cammino porta la luce che mi sta vicino.

          A ottobre sono arrivata a Santiago di Compostela, senza aver mai preso un mezzo di trasporto, solo con le mie gambine, attraverso salite impegnative, ripide discese e mesetas a non finire. Sotto il sole cuocente e in mezzo al fango quando pioveva.

          Camminavo per 25-30 km al giorno e quando arrivavo da un posto all’altro, dopo la doccia e aver mangiato qualcosa, continuavo a camminare per esplorare e non perdermi neanche un po’ della bellezza che ogni posto aveva da offrirmi.

          É stata l’esperienza più incredibile che potevo fare in quel momento della mia vita.

          Il conflitto interiore

          Tornando al conflitto interiore, il punto è questo: questo dualismo interiore, di cui ti parlavo anche all’inizio è una cosa che avviene più spesso di quanto puoi immaginare.

          E non è una cosa di cui ci si rende conto, in più delle volte.

          Ma questa volta, per me era stato diverso. Avevo sentivo con chiarezza cristallina questo conflitto.

          É stata la prima volta che sono riuscita a distinguere le due voci: una che apparteneva alla mia parte più prudente, più comoda anche, che non ama lanciarsi in avventure ignote. Questa parte ama la comodità, la sicurezza la tranquillità. Non ha voglia di mettersi in gioco e si inventa mille paure e percoli pur di tenermi al sicuro, nella zona comfort.

          Era questa parte amante della comodità che mi diceva “non adesso, fallo più avanti”, “non adesso, non sei abbastanza allenata per farlo”, “non adesso, chissà in quale situazione ti vai a cacciare”.

          Ma questa era anche una parte piena di paure, di limiti e di vecchie credenze disfunzionali. Ed è la stessa parte che mi fa rimuginare sulle cose tutte le volte (o quasi) che sto per fare una cosa nuova, che non ho mai fatto prima.

          Fortuna che ora ho imparato a gestirla e a zittirla per non farmi più sfuggire le opportunità. Opportunità di avventura, di imparare, di crescere come persona.

          Nelle sessioni di coaching c’è una strategia specifica che si può utilizzare per far si che le due parti opposte fra loro possano in qualche modo portare a una risoluzione del “conflitto”.

          Mentre l’altra parte più spavalda ed avventurosa non vedeva l’ora di partire.

          Quella parte era come se appartenesse alla ragazza dentro di me che aveva voglia di avventura, di gioia, di gioco e di entusiasmarsi come quando da piccola correva sulle coline e nel bosco dietro casa.

          Questa parte di me era piena di gioia e di energia vitale, e per questa parte di me quello che sentivo non era paura ma eccitazione per una nuova avventura.

          Distinguere le voci

          Se non avessi distinto bene le due parti o voci e se non avessi riconosciuto da quale “sfondo di verità” mi parlavano molto probabilmente avrei lascito perdere tutto, sarei ceduta alla paura e ai limiti della mia mente per rimanermene beata (ma infelice) nella mia zona di comfort e sicurezza.

          Come fare quindi per capire a quale voce dare “ragione”, quale ascoltare?

          Innanzitutto bisogna assicurarci che i pericoli non siano reali. Ovvio che in caso di pericolo reale è necessaria prudenza. Se ti trovi davanti a te il semaforo rosso non è che non devi ascoltare la tua voce che dice: fermati! Ci siamo intese.

          Tutta un’altra cosa è quando i pericoli sono solo immaginari. Quando sono solo frutto di nostre insicurezze e resistenze a uscire dalla nostra zona comfort.

          Pensa per esempio, se ti è mai capitato, quando non ti sei presentata a un colloquio di lavoro perché l’idea che non avresti comunque ottenuto il posto, che saresti stata respinta, ti ha spaventato a morte. Allora, avevi deciso che tanto vale non presentarti nemmeno. In questo caso non si tratta di alcun reale pericolo, eppure dentro di te sperimenti la stessa paura di come se dovessi affrontare un leone nella savana, o quasi :).

          Ognuna delle due parti in questione aveva “ragione” a modo suo e ognuna si faceva sentire con le sue intenzioni positive.

          Ho capito che stava a me decidere quale assecondare dopo averle ascoltate tutte e due senza giudicare e soprattutto senza giudicarmi e criticarmi.

          Ti sei mai trovata in questa situazione? Ti sei mai sentita, come se fossi divisa in due parti e non sapere quale ascoltare?

          Lascia un commento qua sotto.

          P.S: Ti piacerebbe conoscerti un po’ più a fondo, esplorare parti di te che finora magari non hai preso in considerazione?

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          É un ottimo punto di partenza se desideri capire un po’ di più te stessa, scoprire i tuoi valori e la tua inclinazione naturale grazie alla quale potrai capire meglio anche verso quali lavori sei più predisposta e quali invece sarebbe meglio evitare.

          Se sei alla ricerca della tua strada nella vita, due sono gli scenari possibili in cui ti potresti trovare.

          Il primo: Non sai cosa vuoi e non sai nemmeno da dove iniziare.

          Il secondo: Sai cosa vuoi ma non sai come arrivare.

          Se ti trovi nel primo scenario, ciò nella situazione in cui devi ancora fare chiarezza dentro di te e scoprire cosa vuoi realmente, cosa ti piace, cosa ami fare, qual è il tuo scopo in questo mondo, in questo post, ho parlato di 3 domande potenti da farsi per iniziare a fare chiarezza.

          Oggi invece, vorrei parlarti del secondo scenario. Quello in cui sai cosa vuoi ma non sai come arrivare, qualcosa ti tiene ferma in una situazione che magari vorresti cambiare ma non sai come fare. Parleremo quindi di 3 ostacoli che ti impediscono di realizzare la vita che sogni.

          Abbracciare la propria missione di vita

          Il secondo scenario appartiene a chi ha già intravisto il proprio scopo nella vita, la propria missione.

          E questo può essersi rivelato sotto forma di un’intuizione, di certezza.

          Hai presente quando hai quella sensazione dentro di te che è così, non sai perché, non sai per come, ma sai che è così.

          Oppure, la propria missione si rivela sotto forma di uno schema che si ripete e che hai notato in vari momenti ed eventi della tua vita.

          C’è chi, per esempio ha sempre saputo che da grande avrebbe fatto l’insegnante, o il medico, o la cantante.

          E c’è invece chi l’ha capito a un certo punto della propria vita.

          Quello che conta è che, qualsiasi sia la strada che vuoi intraprendere, arrivi dalla tua voce interiore, dal tuo desiderio più profondo e autentico.

          E non perché, per esempio, “faccio il medico perché mio nonno era un medico e mio padre ha seguito le sue orme e quindi ora tocca a me ma in realtà vorrei fare la cantante rock”.

          Una volta capito la propria missione e vocazione, non è detto che si riesca ad abbracciarla.

          Per qualcuno, quando sa cosa vuole può risultare semplice intraprendere quella strada e realizzarlo. Mentre per qualcun altro può risultare davvero complicato.

          E gli ostacoli più grandi che incontra, prima di quelli esterni, saranno quelli interni, i limiti che si pone da solo. Per questo sono anche più difficili da riconoscere e rimuovere senza un aiuto concreto.

          Quindi se sai cosa vuoi ma non sai come arrivare, qua la sfida è capire cosa te lo impedisce, quali sono gli ostacoli da stanare.

          Per far si che tu possa vivere a modo tuo, secondo le tue regole di vita, di libertà, di lavoro, di divertimento, di relazioni. Per esprimere il tuo talento, il tuo dono unico.

          Sentirti impegnata in qualcosa che ha senso per te, che lo senti utile e che ti da gioia, che ti fa sentire viva, piena di energia. Che ti fa andare a letto alla sera sentendoti in pace con te stessa e grata per tutte le cose belle presenti nella tua vita.

          Che cosa ti impedisce allora realizzare tutto questo? Dove ti sei incartata?

          3 possibili ostacoli che ti impediscono di realizzare quello che per te conta

          Andiamo a vedere quali sono questi possibili ostacoli!

          Il primo ostacolo è: ti senti bloccata a livello emotivo

          E questo blocco può avvenire quando le emozioni vengono represse. Quando, anziché sentirle facciamo di tutto per reprimerle, perché magari fanno male e cerchiamo di mandare via quel disagio, quella sofferenza. Non vogliamo affrontare il disagio quando si presenta perché significherebbe uscire dalla comfort zone e allora cerchiamo mille modi in cui distrarci.

          Questo vale anche per le emozioni, così dette, positive (non esistono emozioni positive ed emozioni negative, ma questo è un altro discorso).

          Non reprimiamo solo il disagio, la tristezza, il dispiacere ma anche la gioia, l’entusiasmo magari a causa di credenze limitanti, un’educazione rigida, etc. Per farti un esempio, pensa a quando a una bambina che ride a squarcia gola, le viene detto che una signorina deve stare composta, non sta bene fare tutto quel chiasso. Quella bambina imparerà a trattenere il suo entusiasmo a causa di regole di “buona educazione”. Crescendo così molto probabilmente, lo farà anche da grande.

          Non esprimendo a pieno le nostre emozioni, a lungo andare si crea proprio un blocco emotivo. E questo impedisce alla nostra energia vitale e creativa (quella, grazie a cui niente ci sembra impossibile e che ci fa fluire con la vita) di scorrere, di fluire liberamente.

          Il secondo ostacolo che si frappone fra te e il raggiungimento della tua auto-realizzazione è: mancanza di focus, di concentrazione

          Quando la tua attenzione è catturata da un’infinità di problemi, questioni di tutti i giorni, preoccupazioni, quello che si verifica è una dispersione della tua energia.

          Se dirigi la tua energia in tante direzioni diverse e magari opposte a quello che desideri davvero nella tua vita, se ti perdi nelle piccole sfide di tutti i giorni, alla fine della giornata ti rimane poco e niente per costruire una vita a modo tuo.

          Quando personalmente, ho deciso di abbracciare la mia missione di vita, ho escluso dalla mia vita tutto quello che remava contro. Non è stato facile e ho dovuto trovare tutte le mie forze, ma la mia missione era più importante di qualsiasi altra cosa. Ed era arrivato il momento di abbracciarla.

          Sapevo che non avrei avuto energie da sprecare per quello che mi allontanava dalla mia auto-realizzazione.

          Ho capito così che si può fare a meno (o mettere in pausa se proprio proprio) di amiche/amici che ti dicono che non ce la farai, di fidanzati che ti fanno sceneggiate per delle sciocchezze piuttosto che sostenerti e incoraggiarti, si può fare a meno di perdere tempo davanti alla tv o in qualsiasi attività che prosciuga le tue energie.

          Si può fare a meno di dire sempre di SI agli altri, di rispondere ad ogni loro richiesta. Lo so che noi donne tendiamo a sacrificare noi stesse, il nostro tempo e le nostre energie perché ci sentiamo forti e multitasking, pensiamo di potercelo permettere.

          Ormai è diventato una moda il multitasking. Ma a quale prezzo? Qual è il prezzo che paghiamo per voler farci sempre in 4?

          Non ci rimane più energia e focus per quello che davvero conta per noi.

          Il terzo possibile ostacolo è: non sei ancora disposta a rinunciare alla tua zona comfort e metterti in gioco

          Mettersi in gioco, significa riconoscere e affrontare tutte quelle zone ombra, le paure, i dubbi, la paura di fallire, o di avere successo, di essere criticata e giudicata, di non essere più accettata dalle persone ora presenti nella tua vita, etc.

          Quando, anni fa, ho capito quale fosse la mia missione in questo mondo per vivere una vita impegnata nell’evoluzione della mia persona e della mia anima, il segnale mi è arrivato sotto forma di un’intuizione, una forte sensazione di certezza, come se lo avessi sempre saputo.

          Da una parte sapevo benissimo cosa e come fare per migliorare la mia vita grazie alla crescita personale. Dall’altra parte però, è stato meno facile capire come farne una professione ed essere in grado di aiutare gli altri con etica, dedizione e professionalità.

          E questi ostacoli di cui ti ho parlato: blocchi a livello emotivo, dispersione delle energie in direzioni diverse tranne che quella che più conta davvero, paura di affrontare le zone ombra e mettersi in gioco, li ho dovuti affrontare tutti.

          E ora come ora mi dico: menomale!!!

          Una volta che sei in carreggiata diventa tutto man mano più semplice. Importante è avere la determinazione per farlo, per agire. Nessuno lo può fare al posto tuo.

          Questo non vuol dire che non avrai più sfide da affrontare oppure ostacoli da superare. Ma lo farai da un livello diverso da quello in cui sei adesso perché avrai anche degli strumenti diversi a tua disposizione.

          Quando ti sposti da un punto A, il punto di partenza, lungo il percorso emergono tutte le risorse di cui hai bisogno man mano. E queste alleate ti portano sempre più vicino al punto B, lì dove la vita la vivi a modo tuo, secondo le tue regole personali di lavorare, di divertirti, di relazionarti con gli altri, di amare, di vivere.

          Bene, ti aspetto nei commenti con le tue domande, dubbi o perplessità.

          A presto!

          PS: Se pensi che ti possa servire un aiuto concreto per individuare e superare i tuoi ostacoli, per sbloccarti e abbracciare il tuo scopo in questo mondo, auto-realizzarti e vivere la vita a modo tuo, CREA LA TUA VITA è il percorso giusto per te. Clicca qui per scoprire il percorso.

          Riconquista la fiducia in te stessa, come farlo concretamente? Come riconquistare la fiducia in noi stesse senza più paura di esporci nel mondo, dal punto di vista professionale o relazionale, senza più paura di sbagliare o di essere giudicate o criticate, per vivere con più leggerezza e serenità?

          La fiducia in se stesse coinvolge tutti i settori della nostra vita.

          Quando parliamo di fiducia in noi stesse ci riferiamo alla fiducia nelle nostre capacità di relazionarci in modo sano con gli altri.

          Le persone intorno a noi in qualche modo rispecchiano quello che pensiamo di noi stesse, della vita in generale. E quando ci fidiamo di noi stesse è più facile fidarci anche degli altri perché sappiamo che nessuno ci può ferire se non siamo noi a dargli il permesso/potere di farlo. Nessuno ci può fare sentire inferiori o arrabbiate o frustrate se queste emozioni non sono già presenti in noi in qualche modo e per qualche altra ragione.

          Quando sei in pace con te stessa sei in pace anche con gli altri.

          Certo, non siamo responsabili del comportamento altrui. Siamo però responsabili di come noi ci sentiamo, dentro di noi.

          Se ci sentiamo insicure in mezzo agli altri tendiamo ad isolarsi. Oppure instauriamo relazioni malsane, di co-dipendenza, non alla pari… con tutti gli effetti negativi che ne conseguono.

          Fiducia vuol dire anche quella nelle nostre capacità di svolgere bene il nostro lavoro. Oppure di proporci per un lavoro che ci piacerebbe tanto ma che non osiamo perché non ci riteniamo all’altezza.

          Quante occasioni ci facciamo scappare (sia lavorative che non) a causa della mancanza di fiducia in noi stesse?

          Di certo la società in cui viviamo non ci è d’aiuto. Anzi. Una società che ci vuole tutte super magre, super curate, super in carriera, super realizzate, super impegnate.

          É facile di conseguenza sentirci inadeguate.

          E per carità, non sto dicendo che ci sia qualcosa di sbagliato ad essere realizzate, o ad avere una splendida carriera o famiglia o qualsiasi cosa desideriamo. Anzi!

          Non è questo il problema. Il problema è che non tutte vogliamo le stesse cose. Non per tutte realizzarsi significa la stessa cosa.

          E la cosa più importante è che lo dobbiamo volere noi, deve venire da noi stesse il desiderio, non perché lo richiede la società o qualcun altro.

          Che cosa succede invece? Succede che ci dimentichiamo di ascoltare la nostra voce interiore, di connetterci al nostro cuore. Succede che diamo più ascolto al rumore di fondo che a alla nostra voce interiore che sa cosa è meglio per noi.

          Ci lasciamo trascinare dalle aspettative altrui perché pensiamo che funziona così, che così fanno tutte. Ci paragoniamo alle altre ed ecco che crediamo di volere anche noi la macchina di un certo tipo, o quella borsa di non so chi o quei vestiti, o quel aspetto fisico, o fare quelle determinate esperienze.

          E se non riusciamo a stare al passo con quello che pensiamo di volere…ma che non corrisponde a quello che la nostra anima vuole… nasce in noi il disagio, l’insicurezza. In più delle volte.

          Il paragone ci fa sentire frustrate, inferiori, come se ci mancasse qualcosa che non riusciamo mai a raggiungere per quanto ci sforziamo.

          Mentre nessuno è né superiore né inferiore a noi.

          Con il solo risultato che il paragone ci fa sentire meno delle altre. Anziché vedere la bellezza che è in noi ci spinge a desiderare la vita di qualcun altro.

          Mi chiedo, perché impiegare il nostro prezioso tempo e le nostre energie per vivere la vita di qualcun altro?

          Quando invece possiamo chiederci cosa vogliamo noi realmente e impegnarci a realizzare quello nella nostra vita!

          Quando abbiamo poca fiducia in noi stesse viviamo perennemente con la paura di sbagliare qualsiasi cosa facciamo, sul lavoro o nelle nostre relazioni. Abbiamo mille dubbi e paranoie su tutto e tutti, incluso noi stesse.

          Ci sentiamo a disagio, inadeguate.

          Ti capita mai di sentirti bloccata, intrappolata in una situazione in cui stai male e non riesci a vedere la soluzione?

          Quando non hai fiducia in te stessa non agisci, ti fai scappare le opportunità per paura di non essere all’altezza.

          E quando agisci lo fai in piccolo perché non ti vuoi esporre troppo.

          Quando hai poca fiducia in te stessa tendi anche a prendere decisioni sbagliate basate sulla paura con il risultato che dopo te ne penti amaramente. Ecco allora che sorgono anche i sensi di colpa, il biasimo, il rimprovero, le dure critiche.

          Nelle relazioni il timore è quello di essere abbandonata o tradita. Con il risultato che alla fine succederà proprio così.

          Questo in psicologia si chiama la profezia che si auto adempie. E funziona così: ti aspetti che lui ti abbandoni, o che ti tradisca, quindi hai delle aspettative nei suoi confronti. Queste aspettative influenzano il tuo comportamento nei suoi confronti.

          Ma influenzano anche il suo comportamento nei tuoi confronti. E si va ad allineare alle tue attese, facendo si che diventino vere. Alla fine lui ti lascia o ti tradisce.

          Attenzione! Con questo non sto dicendo che è colpa nostra. Sto dicendo che delle volte abbiamo delle aspettative così forti e chiare riguardo qualcuno o qualcosa che finiscono per avverarsi. E quando queste aspettative sono positive, quale è il problema? Purtroppo, quando abbiamo poca fiducia in noi stesse queste aspettative in più delle volte sono negative.

          É ora di cambiare marcia!

          Troppe donne rinunciano ai loro sogni, alla loro serenità e felicità, a prendersi quello che si meritano, a fare scelte importanti, di cambiamento, di miglioramento, per mancanza di fiducia in se stesse.

          Privando così non solo se stesse, ma anche il mondo della loro bellezza, dei loro talenti, della loro creatività.

          Premesso che la fiducia in noi stesse parte dall’amore incondizionato e di questo ne ho parlato qua.

          L’amore incondizionato è un nostro diritto di nascita per il semplice fatto di esistere. Di essere qua in questo mondo.

          (E nelle sessioni di coaching spesso propongo un esercizio molto potente per far si che possiamo ricordare questo nostro amore incondizionato per le meravigliose creature che siamo.)

          Come fare allora per iniziare a riconquistare la fiducia in noi stesse?

          Nella mia masterclass, che tengo di solito live su Zoom, propongo alcuni semplice ma potenti esercizi che aiutano a prendere consapevolezza del nostro valore, a ricordarci tutte le cose meravigliose di noi stesse. Visto che ci diamo così per scontate, in più delle volte.

          • Il primo esercizio consiste nel fare un elenco delle cose che vi piacciono di voi: può essere a livello fisico, caratteriale, comportamentale.

          Cosa ami di te? I capelli, le mani, il naso, qualsiasi cosa. La dolcezza. La sensibilità. La tua timidezza.

          Ti accorgi di quanto meravigliosa sei?

          • Il secondo esercizio invece consiste nel fare un elenco delle cose che sapete fare. Senza dare nulla per scontato.

          Anche qua sii sincera con te stessa, ti accorgerai di quante cose sai fare? Può essere cucinare (che fosse anche solo un piatto in particolare), truccarti, organizzare una festa, un viaggio… fare la valigia, ascoltare e sostenere un’amica nel momento di bisogno. Può avere a che fare con i tuoi hobby, il tuo lavoro o la parte più pratica di te.

          • Il terzo esercizio invece riguarda l’accettazione.

          Accettarsi qui, adesso nel momento presente, nei tuoi aspetti luce così come nei tuoi aspetti ombra.

          Che cosa significa nei tuoi aspetti ombra?

          Che puoi accettare di te anche i tuoi lati più spigolosi, gli aspetti di te che non ti piacciono. Li puoi accettare allo stesso modo in cui accetti una giornata grigia di pioggia, per esempio. Magari non la ami particolarmente ma sai che non è la fine del mondo, lo puoi accettare.

          Cosa significa accettarti nei tuoi aspetti luce?

          Metti il focus sulle cose che ti riescono piuttosto bene, falle contare non darle per scontato. Metti il focus sulle cose che apprezzi di te (e a questo ti può essere d’aiuto l’elenco che hai fatto prima), sulle cose che apprezzi della vita. Concentrati sui tuoi punti di forza e da loro l’importanza che si meritano.

          Poi, un’altra cosa che propongo è quella di darsi ogni giorno un piccolo compito da portare a termine.

          Per esempio, decidete che oggi vi prendete 20 minuti per leggere qualche pagina del vostro libro preferito.

          Domani vi prendete 10 minuti per meditare, o scrivere sul vostro diario.

          Oppure vi prendete 30 minuti per continuare a studiare quel corso che avete acquistato per imparare qualcosa ma che poi lo avete abbandonato a se stesso.

          In questo modo, portando a termine quello che vi siete proposte vi impegnate verso voi stesse, imparando così a fidarvi poco alla volta, sempre di più di voi stesse.

          Bene, abbiamo visto esempi ed esercizi tutti molto validi, che per qualcuno può funzionare di più mentre per qualcun altro di meno.

          Ma siccome non siamo tutte fate allo stesso modo, non vogliamo tutte le stesse cose, non funzioniamo tutte nella stessa maniera ecco allora che di seguito ti faccio delle domande specifiche alle quali solo tu puoi rispondere per avere le risposte che cerchi.

          Ognuna di noi ha dentro di se tutte le risposte e tutte le risorse di qui ha bisogno per eccellere nella vita.

          Prenditi tutto il tempo che ti serve e rifletti con attenzione.

          Domanda 1.

          Cosa significa per te avere fiducia in te stessa, che significato dai all’aver fiducia in te stessa?

          Domanda 2.

          Se tu avessi piena fiducia in te stessa che cosa faresti di diverso? Che lavoro faresti? Che esperienze vivresti?

          Domanda 3.

          Quale è quella cosa che se avessi totale fiducia in te stessa faresti e che cambierebbe/trasformerebbe la tua vita?

          Domanda 4.

          Cosa deve accadere per fidarti di te? Cosa dovresti fare o avere? Chi dovresti essere per fidarti di te stessa?

          Domanda 5.

          E quando succederà, quando avrai riconquistato la fiducia in te stessa, come lo saprai?

          Prenditi tutto il tempo necessario per rispondere alle domande e riflettere sulle tue risposte. In questo modo potrai sviluppare una maggior consapevolezza riguardo la fiducia in te stessa. Lascia che emergano da queste riflessioni i prossimi passi da fare per dare a te stessa il valore che meriti e smettere di dubitare di te stessa o di sentirti meno di qualcun altro.

          Se invece hai dei dubbi sui prossimi passi da fare o vorresti lavorare più in profondità sulla fiducia in te stessa e sulla tua autostima,

          qui puoi prenotare una sessione gratuita di coaching con me. Sarò felice di mostrarti come possiamo lavorare insieme per aiutarti a riconquistare la piena fiducia in te stessa.

          Un abbraccio,

          Paulina

          Migliorare il rapporto con noi stesse prima di cercare di migliorare qualsiasi altro aspetto della nostra vita sta alla base della riuscita nei nostri intenti. Soprattutto sta alla base della nostra serenità e del nostro benessere.

          Ciao, sono Paulina Ispas, Coach&Mentor per la crescita, lo sviluppo e la realizzazione personale.

          Se non migliori il rapporto che hai con te stessa tutti i tuoi sforzi di migliorare gli altri aspetti della tua vita saranno vani. Avere le giuste energie per fronteggiare un cambiamento importante come per esempio la tua situazione lavorativa, o economica, quando sei spesso impegnata a “litigare” con te stessa sarebbe un’impresa difficile anche per Wonder Woman.

          Ma anche se non sei intenta a fare alcun cambiamento nella tua vita, se non hai un buon rapporto con te stessa molto probabilmente non tutte le cose vanno come vorresti che andassero.

          Dimenticarsi di se stesse

          Siamo talmente “abituate” a noi stesse, per così dire, che diamo per scontato il tipo di rapporto che abbiamo, come ci trattiamo, il modo in cui ci parliamo, il tipo di parole che ci rivolgiamo, il tempo (di qualità) che ci dedichiamo.

          Quante volte ti metti da parte perché adesso non è il momento, c’è qualcos’altro che ha la priorità?

          C’è sempre qualcosa di più importante con il risultato che quel momento per te stessa non arriva mai.

          Siamo così prese dal fare, fare, fare che ci dimentichiamo prima di tutto di essere! Ci dimentichiamo di ascoltare la nostra voce interiore, di essere in contatto con noi stesse, con i nostri bisogni, con le nostre necessità. Con il risultato che spesso ci sentiamo stanche, sopraffatte dagli eventi, irritate e insoddisfatte della nostra vita.

          La bella notizia è che la soluzione a tutto ciò esiste. Ed è alla portata di tutte.

          Il primo passo per instaurare o ripristinare il rapporto di qualità con noi stesse e di conseguenza migliorare la nostra vita, è la consapevolezza.

          Prendere consapevolezza

          Per instaurare un buon rapporto con noi stesse il primo passo è quello di prendere consapevolezza. Osservare a che punto nella relazione con noi stesse ci troviamo adesso e cosa abbiamo bisogno di migliorare: i pensieri che facciamo, le parole che ci diciamo.

          Osservarci e diventare consapevoli di come trattiamo noi stesse, come ci parliamo, quali film mentali ci facciamo di solito, in quali modi ci spaventiamo, quali sono le scuse che ci raccontiamo per evitare o rimandare di fare qualcosa di importante per noi ci aiuta a intervenire poi con i miglioramenti necessari là dove è il caso.

          La prima volta che ho preso consapevolezza del fatto che, prima di tutto abbiamo un rapporto con noi stesse, e che in più delle volte si tratta di un rapporto conflittuale è stato grazie al lavoro di Louise L.Hay.

          Nel libro “Puoi guarire la tua vita”, Louise dice che il rapporto che abbiamo con qualsiasi cosa nella nostra vita, dagli oggetti alle persone, dal cibo al denaro, riflette il rapporto che abbiamo con noi stesse.

          Quindi se non sai da dove iniziare per capire che tipo di rapporto hai con te stessa ti basterà guardarti intorno e osservare i rapporti che vivi nella tua vita.

          Sempre Louise dice che la maggior parte dei nostri guai nella vita derivano da una mancanza di amore nei nostri confronti.

          Così, se le tue amicizie sono pessime molto probabilmente sei una pessima amica per te stessa. Se ti imbatti sempre in partner che ti sottovalutano o che non ti amano molto probabilmente sei tu la prima a non dare abbastanza valore a te stessa e a non amare te stessa.

          Se ti si chiedesse, ami te stessa? Cosa risponderesti?

          Che cosa fai di amorevole nei tuoi confronti?

          Nel mio percorso, mi sono sentita rispondere a queste domande qualcosa come: “non ho tempo per amarmi adesso, ho troppi problemi”, oppure “mi amerò quando avrò fatto”… questo o quello.

          Non funziona così. Non serve a nulla aspettare di cambiare la tua vita per iniziare ad amarti. Inizia ad amarti ora, a prenderti cura di te e la tua vita migliorerà di conseguenza.

          Il dialogo con noi stesse

          Un altro modo per renderci conto del tipo di rapporto che abbiamo con noi stesse, oltre a quello di osservare gli altri rapporti della nostra vita, è quello di prestare attenzione alle parole che ci diciamo.

          Come parli a te stessa? Con gentilezza e pazienza oppure ti critichi e ti rimproveri spesso?

          Quando ho iniziato a prestare attenzione al tipo di dialogo che avevo con me stessa, presto mi sono resa conto di come mi criticavo incessantemente, per ogni cosa.

          Ed ero del tutto ignara di ciò fino a quando non ho portato la mia attenzione in modo intenzionale sul mio dialogo interiore.

          In più delle volte non ci accorgiamo di come siamo noi stesse i nostri giudici più severi e rigidi, così come siamo noi stesse l’ostacolo tra noi e la nostra felicità, la nostra serenità e il nostro benessere.

          Detto questo, non c’è bisogno di farci alcuna colpa, non servirebbe a nulla. Quello che serve è diventare consapevoli per poter apportare i miglioramenti.

          Louise dice che da adulte intratteniamo con noi stesse lo stesso dialogo che i nostri genitori o gli adulti della nostra infanzia ci rivolgevano.

          In più delle volte il nostro inconscio ha assorbito parole fatte di No, di rimproveri, critiche, umiliazioni, limitazioni, e in alcuni casi di vera e propria violenza verbale.

          Ed ecco che da adulte ripetiamo gli stessi schemi senza nemmeno rendercene conto dato che è stato tutto registrato nel nostro inconscio.

          E anche in questo caso non serve a nulla incolpare gli altri. Ognuno fa del suo meglio.

          Per iniziare a “ripulire i vecchi nastri” e cambiare il dialogo interiore, può volerci tanto tempo. Dipende anche dalla costanza, dall’impegno e dall’intensità con cui si intende procedere.

          Come dice Lucia Giovannini nel suo libro “Il permesso di essere felice”, “la nostra consapevolezza è come un diamante dalle mille sfaccettature. Occorre ripulire ogni singola sfaccettatura affinché il nostro diamante possa brillare.”

          Ci potrebbe volere parecchio tempo. Importante è iniziare fin da subito a osservarci e notare come ci comportiamo con noi stesse. Solo così possiamo trasformare il nostro dialogo interiore e iniziare a parlarci con gentilezza, pazienza, comprensione e amore nei nostri confronti. I risultati non mancheranno ad arrivare, inizieremo man mano a veder brillare il nostro diamante, la nostra luce interiore.

          Gli stati d’animo

          Un altro modo che ho imparato durante la ricerca per la mia crescita personale è quello di prestare attenzione alle sensazioni, a come ti senti in un determinato momento.

          Le sensazioni sono più facili da individuare e una volta che osservi il tuo stato d’animo puoi prestare attenzione alle parole che ti stai dicendo in quel determinato momento così come ai pensieri che stai facendo.

          Ti renderai così conto che non ti puoi sentire irritata e dentro di te fare pensieri sereni, di gioia e pace.

          Spesso succede che se qualcosa là fuori ci fa arrabbiare, per esempio, non ci limitiamo solo a essere arrabbiate per quella determinata cosa ma andiamo a crearci dei castelli per aria aggiungendo altre emozioni e pensieri uno sopra l’altro fin a quando ci facciamo trascinare in un vortice di negatività. Un vortice che ci risucchia l’energia.

          Ci sentiamo in colpa, o ci vergogniamo per esserci arrabbiate e diamo vita a un dialogo interiore con noi stesse fatto di critiche, biasimi, rimproveri, parole poco gentili e ben lontano dall’essere amorevoli.

          Se presti attenzione ai tuoi stati d’animo interrompi questo vortice di emozioni e pensieri negativi nel momento esatto che lo osservi, con il risultato che non ti lascerai più travolgere con facilità da cose che succedono solo nella tua mente. In questo modo potrai vedere e gestire meglio anche la situazione esterna senza aggiungere “benzina sul fuoco”.

          Come prendersi cura di sé

          Ci sono tanti modi per prendersi cura di se stesse e della propria energia. Dalla cura dell’aspetto fisico ed estetico al mangiare in modo equilibrato, meditare, fare sport, divertirsi, viaggiare… etc. Ci sono tanti modi per portare equilibrio ed armonia dentro di se e nella propria vita.

          In questo articolo mi sono voluta soffermare su alcuni aspetti che a mio parere ritengo altrettanto importanti.

          Riposa quando ne senti il bisogno

          Non rimandare mai il tuo riposo e il recupero delle tue energie. Persino nello sport, come diceva un mio istruttore qualche anno fa, il giorno di recupero è altrettanto importante quanto il giorno di allenamento. Impara a conoscerti e a scoprire per esempio come ti piace ricaricarti.

          Quando hai bisogno di recuperare le energie ti piace stare nella compagna delle tue amiche o preferisci ritirati in solitudine magari per meditare o leggere un libro, ascoltare musica, scrivere sul tuo diario?

          Fa quello che senti che va bene per te, senza sensi di colpa e senza sentirti costretta a fare qualcosa di diverso. Per esempio, se non te la senti di uscire tutte le sere con le tue amiche e qualche volta preferisci startene per conto tuo non hai alcun motivo di sentirti in colpa.

          Sii positiva

          Essere positivi non vuol dire negare l’evidenza. Se fuori piove non puoi ignorare la pioggia e dire “che bella giornata di sole!” Questo non è essere positivi.

          Piuttosto smettila di spaventarti figurandoti nella mente tutti i peggior scenari di quello che deve ancora accadere. Inizia a visualizzare le situazioni, gli scenari da una prospettiva positiva, di fiducia e di ottimismo.

          Che cosa vorresti che accadesse nei migliori dei casi?

          Concentrati sulle soluzioni anziché sulle difficoltà.

          Apprezzati

          Ti dai il permesso di vedere i risultati buoni che ottieni? Fai contare di più i tuoi successi o i tuoi insuccessi?

          Prenditi i meriti dei tuoi sforzi e non dare nulla per scontato. Metti il focus sulle cose buone che fai non solo sui tuoi errori o insuccessi. D’altronde errare humanum est! Non esiste fallimento ma solo la possibilità di verificare e analizzare cosa ha funzionato e cosa no per poter riprovare e fare diversamente.

          Definisci i tuoi valori

          Chiarisci che cosa vuoi davvero nella tua vita. Forse ti risulterà più facile definire che cosa non vuoi più. Va bene, l’importante è non fermare la tua attenzione solo su quello che non vuoi più. Una volta stabilito cosa non vuoi più chiediti cosa vuoi al suo posto.

          Puoi passa in rassegna i tuoi valori. Cos’è importante per te? Quali sono i tuoi valori? Cosa ti spinge ad agire in un modo piuttosto che in un altro?

          Che cosa conta di più per te? Agisci tenendo fede ai tuoi valori senza scendere a compromessi.

          Fidati di te stessa

          Riponi la fiducia nelle tue capacità e potenzialità tenendo conto che fai sempre del tuo meglio anche quando commetti errori. Tutte lo facciamo.

          Credere in te stessa non vuol dire che non puoi sbagliare o che devi sapere sempre tutto. Credere in te stessa vuol dire sapere che potrai contare su te stessa anche nelle situazioni più sfidanti.

          E se vuoi approfondire il tema della fiducia in se stessi in questo articolo parlo della vera autostima, quella incondizionata e della differenza tra autostima e autoefficacia.

          Qualsiasi sia l’attuale rapporto con te stessa si può sempre migliorare, anche se finora ti sei sempre criticata o sottovalutata. In ciascuna di noi risiedono le risorse e le potenzialità per trasformare le nostre relazioni iniziando da quella più importante, quella con noi stesse.

          Se invece pensi di aver bisogno di un aiuto esterno per migliorare il rapporto con te stessa, aumentare la fiducia e la tua autostima da un’occhiata al mio percorso personalizzato di sessioni di coaching 1:1, Abbraccia il Tuo Valore.

          Se invece sei indecisa se il coaching sia il percorso adatto a te prenota una sessione gratuita, senza alcun impegno. Rispondo alle tue domande e ti aiuto a chiarire ogni dubbio.

          Un abbraccio,

          Paulina

          Avere la capacità di essere costante è fondamentale per la tua ricetta di successo, per raggiungere i risultati che desideri o per portare a termine un progetto personale o lavorativo che ti sta a cuore.

          Ciao, sono Paulina Ispas, Coach&Mentor per crescita, lo sviluppo e la realizzazione personale.

          Quando vuoi portare nel tuo quotidiano quei piccoli cambiamenti che fanno una grande differenza sulla qualità delle tue giornate e della tua vita, essere costante è la chiave di svolta ma è anche una bella sfida.

          É una sfida che è difficile vincere senza alcuni accorgimenti, piccoli ma di grande importanza.

          Infatti, se ci pensi, quante volte hai iniziato quella dieta o quell’allenamento per poi abbandonarli prima ancora di vedere dei risultati concreti?

          Eppure, quando la tua attenzione è stata catturata da quella specifica attività fisica o dieta e hai deciso di portarla nella tua routine ti sembrava un’ottima idea.

          Volevi perdere quei chili di troppo, sentirti più snella e più vitale, avere più energia ed entrare in quel paio di jeans che non riesci più a chiudere.

          Cos’è successo allora? Come mai hai rinunciato al tuo obiettivo prima ancora di ottenere quel risultato desiderato? Quale è l’ostacolo che si frappone fra te e il tuo obiettivo?

          E quante volte hai iniziato a mettere in pratica quel nuovo metodo o quell’insegnamento che avevi trovato molto interessante e che ti avrebbe permesso di essere più focalizzata nel tuo lavoro, più efficace ed efficiente o più serena ad affrontare certe sfide?

          Hai letto quella guida su un blog oppure hai comprato un ottimo corso. Per qualche giorno l’hai seguito, magari lo hai anche messo in pratica ma poi hai lasciato perdere.

          Come avrai già capito a questo punto, l’ostacolo fra te e il raggiungimento del tuo obiettivo è proprio la capacità di essere costanti.

          Lascia che ti sveli un segreto, anche se forse finora non l’hai mai vista così, la capacità di essere costanti si può benissimo sviluppare e allenare.

          Quando inizi una nuova pratica e la abbandoni prima di aver ottenuto qualcosa di utile da questa succede che ti scoraggi, perdi la fiducia nelle tue capacità.

          In più ci aggiungi anche il senso di colpa, magari anche per i soldi e il tempo spesi. Lo condisci con l’autocritica e il biasimo e ti rimproveri di non tenere mai fede agli impegni che prendi con te stessa. Con il risultato che la tua costanza si affievolisce ogni volta sempre di più.

          A questo punto finisci per credere che la costanza sia una cosa che non ti appartiene proprio.

          Come ti dicevo la costanza può essere sviluppata, necessita però di alcune cure ed accorgimenti speciali e soprattutto va allenata.

          Ma prima scopriamo quali sono i motivi per cui abbandoni quella determinata attività prima di ottenere il risultato che desideri.

          Prendiamo come esempio il desiderio/l’obiettivo di praticare lo yoga. Mettiamo che hai sentito parlare dei benefici che comporta e ti piacerebbe portarli nella tua vita. Poi hai visto delle immagini di chi già lo pratica e solo a vederle ti fanno venire voglia di essere anche tu così flessibile e snodata.

          Ne sei rimasta affascinata e hai deciso di iscriverti a un corso di yoga online da praticare comodamente da casa tua e hai acquistato un abbonamento mensile.

          Hai iniziato con grande entusiasmo e curiosità mentre preparavi il tuo tappetino e l’abbigliamento comodo, accendevi una candelina e mettevi anche un po’ di musica rilassante per creare l’atmosfera giusta.

          Hai iniziato a praticare e tutto è andato alla grande fino a quando, qualche giorno dopo ti sei accorta che ci vuole un certo impegno, tempo, pazienza e anche sforzo fisico e mentale, senza aver acquisito (ancora) quella scioltezza della tua insegnante o che vedi in quelle bellissime immagini sul web.

          A questo punto inizi a fare il paragone tra te e chi è a un livello più avanzato e ti lasci scoraggiare. Da cui ad abbandonare completamente la pratica il passo è breve e in men che non si dica ti ritrovi a pensare che non sei costante, che non fa per te.

          Ecco quindi, i motivi per cui non riesci a essere costante:

          • Vuoi tutto e subito.

          Ti aspetti risultati troppo grandi in troppo poco tempo. Non ottenendoli abbandoni troppo presto.

          • Fai un paragone sbilanciato.

          Se ti paragoni a chi pratica lo yoga già da anni e non tieni in considerazione il fatto che per essere dove sono loro adesso bisogna iniziare da dove stai iniziando tu adesso, non porti acqua al tuo mulino.

          • Abbandoni troppo presto.

          Non ti stai dando il tempo necessario per allenare la tua costanza. Come ti dicevo, la costanza va allenata.

          • Un altro motivo per cui non riesci ad essere costante è che il tuo obiettivo o il tuo progetto non ha alla base una motivazione molto forte.

          Come si fa ad avere una motivazione forte?

          Scopri il tuo grande Perché

          Scopri la motivazione più alta, il tuo grande Perché che sta alla base dell’attività che vuoi portare nelle tue giornate e presto scoprirai che anche tu hai la capacità di essere costante.

          Per fare ciò ti invito a riflettere bene sul tuo Perché facendo un esercizio che tra poco ti propongo, semplice ma di impatto.

          L’esercizio è molto semplice. Consiste nel chiederti più volte PERCHE’.

          Per esempio: se il tuo progetto è di praticare lo yoga con costanza chiediti: perché voglio praticare yoga?

          Se hai risposto, per esempio: per essere più sciolta; continua a chiederti: e perché voglio essere più sciolta?

          E di nuovo se hai risposto: per sentirmi meglio con me stessa; chiediti un’altra volta: e perché voglio sentirmi meglio con me stessa?

          Capito il concetto? Continua così fino a quando avrai scoperto il tuo grande perché che è la vera motivazione che sta alla base della tua nuova attività o progetto.

          Quando hai una forte motivazione è molto più facile dedicarti un po’ di tempo ogni giorno con costanza al tuo obiettivo.

          Uso questo esercizio, quando la situazione lo richiede, nella sua versione completa, con successo nelle mie sessioni coaching.

          A proposito, se vuoi scoprire i miei percorsi di coaching vai su questa pagina https://paulinaispas.com/cosa-posso-fare-per-te/.

          Se invece vuoi prenotare una sessione gratuita di coaching vai su questa pagina https://paulinaispas.com/risorse-gratuite/.

          Questo esercizio funziona anche con le persone che hanno perso la voglia e la costanza di fare una determinata attività pratica nella loro quotidianità perché riescono a trovare la vera motivazione che è la spinta, il motore che sta dietro a quell’attività pratica e riportarla con successo nella loro vita.

          Ti racconto la storia di qualcuno, che chiamerò Sara, per farti capire quanto è potente questo esercizio.

          Ogni giorno dopo il lavoro Sara non aveva più voglia di alzarsi dal divano per andare a fare una camminata nemmeno se la pagavi. Sara, sapeva benissimo quali grandi benefici ne avrebbe ottenuto e anche quanto bisogno ne aveva.

          Eppure a fine giornata lavorativa non muoveva più un muscolo. Questo la faceva sentire in colpa ma ciò non bastava a farla muovere.

          Quando è venuta da me e mi ha parlato di questo suo obiettivo le ho proposto l’esercizio per ritrovare la motivazione giusta.

          Dopo aver fatto l’esercizio completo in una sessione di coaching, ha trovato la sua motivazione più alta e con facilità ha preso a camminare con costanza.

          Con il risultato che oltre a sentirsi meglio, con più energia e vitalità, ha perso anche quei chili di troppo, si sente più leggera e piena di energia ottenendo così anche un ottimo impatto sulla sua autostima.

          (Sull’autostima ho scritto un articolo che puoi trovare qua https://paulinaispas.com/autostima-facciamo-chiarezza/).

          Ecco che altro puoi fare oltre all’esercizio del Perché che ti ho proposto sopra.

          • Scomponi il tuo progetto in piccoli passi da fare uno alla volta

          Se il tuo obiettivo ti sembra troppo grande e richiede tanto tempo, pazienza, concentrazione, sforzo, dividilo in tanti altri piccoli obiettivi, piccoli passi a cui dedicare pochi minuti ogni giorno.

          Riprendendo l’esempio dello yoga, i piccoli obiettivi in cui scomporre quello più grande possono riguardare la buona esecuzione di un’asana alla settimana. Per una settimana ti dedichi a un’asana in particolare fino a quando riesci a eseguirla con più facilità. Alla fine di un anno conoscerai ben 52 asana che potrai eseguire con più scioltezza.

          Questo è solo un esempio, tu puoi trovare quelli che ritieni facciano il tuo caso.

          • Metti in risalto ogni piccolo risultato Ogni volta che ottieni anche il più piccolo risultato, riconosciti il merito. Riconoscendoti così anche il tuo impegno. É un modo semplice per incoraggiarti da sola a fare sempre più e sempre meglio con costanza.
          • Sviluppa la tua forza di volontà

          Per sviluppare la forza di volontà inizia con fare anche quelle cose che non ti piacciono ma che sai che vanno fatte e falle per prima, mettile in cima alla tua to do list.

          Per esempio, se la mattina ti piace rimanere a letto e dormire, metti la sveglia mezz’ora prima.

          Nei primi giorni non sarai molto felice quando la sentirai suonare, ma continuando ti sentirai molto più soddisfatta perché avrai fatto una cosa che hai deciso tu, in cui ti sei impegnata e ci sei riuscita.

          É un modo un po’ duro ma molto efficace per sviluppare la tua forza di volontà.

          • Mettila in agenda

          Fai in modo che la nuova attività che vuoi portare nella tua routine diventi un appuntamento fisso inderogabile. Dalle il tempo e lo spazio che si merita.

          Trattala con la massima importanza e urgenza. Come se avessi un meeting con il capo al quale non puoi dire di no, al quale non puoi mancare.

          • Verifica il valore reale che ottieni

          Chiediti se questa nuova pratica o attività ti serva davvero, se farà davvero la differenza nella qualità della tua vita. E chiediti pure se corrisponde al tuo sentire interiore, ai tuoi valori, ai tuoi principi.

          • In fine prova a ricordare se c’è mai stata una volta, un episodio della tua vita in cui sei stata costante.

          Come hai fatto allora, quale era la situazione precisa? Che cosa ti motivava a fare quella determinata cosa con costanza? Cosa ti dicevi, cosa vedevi? Come ti faceva sentire?

          Rivivi quel momento ed estrapola tutte le informazioni che ti possono essere d’aiuto ora, nel momento presente.

          Bene! Adesso che hai scoperto alcuni dei motivi per cui non riesci a essere costante e hai anche visto qualche spunto che spero ti sia di ispirazione per allenare la tua costanza sono curiosa di sapere la tua opinione a proposito.

          Che rapporto hai tu con la costanza? Ti riesce facile? Conosci altri modi per allenare la costanza?

          Lascia il tuo commento qua sotto. Sarò felice di leggerlo.

          E se vuoi scoprire di più sui miei percorsi di coaching vai su questa pagina.

          Se invece vuoi prenotare direttamente una sessione gratuita e conoscitiva di coaching con me vai su questa pagina e segui le istruzioni.

          Un abbraccio,

          Paulina