La correlazione tra realizzazione e scopo nella vita

Trovare il proprio scopo nella vita

Nel mio lavoro mi sento spesso dire: “non mi sento realizzata. Anche io voglio realizzarmi nella vita“.

E la domanda che faccio subito dopo, è questa:

Che cosa intendi esattamente?

Perché vedi, sentirsi realizzati non per tutti vuol dire la stessa cosa. La parola stessa “realizzata” è abbastanza generica e può significare di tutto e di più.

Nelle culture orientali per esempio, la realizzazione personale ha più a che fare con un aspetto spirituale della vita. Con il trovare l’illuminazione.

Mentre nella nostra cultura ci riferiamo per lo più a un aspetto pratico e più materiale, se così vogliamo dire.

Come per esempio fare carriera, o comunque fare un lavoro che si ama, che ti dà soddisfazioni.

Una persona realizzata, spesso la vediamo come quella persona che ha un buon lavoro, buone relazioni sociali, una rete di amicizie su cui poter contare, una persona che si è costruita una famiglia, che vive serena e ha raggiunto i suoi traguardi, che si sente in pace con se stessa e con gli altri.

Quando si tratta di realizzazione personale magari non tutti la chiamano con questo nome, io stessa non la intendevo così se non fino a qualche anno fa.

Ma spesso quello che si intende, è un desiderio, quello che anche io desideravo quando non ero affatto contenta della mia vita, del mio lavoro.

Il desiderio di sentirsi sulla strada giusta, sentirsi di fare la cosa giusta, sentire di avere uno scopo in questa vita.

Che cosa desideri realmente?

Buona parte delle persone non sanno cosa vogliono veramente.

“Non so cosa voglio, non so cosa mi piace fare. Non riesco a decidere cosa sia meglio per me. E se poi mi sbaglio? Mi sento smarrita, sento di barcollare a caso senza uno scopo al mondo”.

La realizzazione va riscoperta dentro di se

La realizzazione non è una meta da scegliere e da raggiungere, è piuttosto un percorso, un viaggio da intraprendere e da vivere. Non è una cosa che va cercata là fuori ma va riscoperta dentro di se.

Così come ogni fioco di neve, ogni goccia d’acqua, ogni foglia d’albero hanno il loro scopo a questo mondo, ce l’abbiamo anche noi, ciascun essere e ogni cosa su questo pianeta ha il suo scopo di esistere.

E ce l’hai anche tu. Anche se ancora non sai quale sia. Lo devi solo riscoprire. Portarlo alla luce.

Perché vedi,

lo scopo non è qualcosa che ti devi inventare, è piuttosto qualcosa che devi scoprire. È già dentro di te, lo è sempre stato.

E una volta scoperto ti renderai conto che è la tua forza motrice, quella forza che governa e guida tutto quello che fai, le tue azioni, i tuoi comportamenti, le tue abitudini.

È quello che ti fa saltare giù dal letto la mattina, felice di iniziare una nuova e spumeggiante giornata.

La realizzazione personale è strettamente correlata al nostro scopo di vita.

Qualcuno potrà dire:

mi sono sentita realizzata quando ho capito il mio scopo in questa vita.

Il nostro scopo non è ciò che vorremo essere o come ci vuole o ci impone la società, o come ci hanno insegnato da piccole: “trovati un lavoro sicuro solo così farai strada nella vita“…

….ma è ciò che già siamo quando esprimiamo il meglio di noi stessi, quando esprimiamo le nostre qualità migliori.

Chi sei quando esprimi il meglio di te stessa?

Forse quando pensi a te stessa, un po’ timida e introversa, amante delle cose semplici della vita come leggere un buon libro seduta all’ombra di un albero in un prato appena fiorito in primavera mentre ti lasci riscaldare dai raggi del sole, credi di non avere qualità particolari o chissà quali doti o talenti per poterti realizzare nella vita.

Non ti vedi di certo su un palco a parlare in modo carismatico davanti a centinaia di persone, anche se quello che avresti da dire potrebbe essere interessante.

Ma realizzarsi nella vita non vuol dire necessariamente essere famosi, ricchi o ricoprire ruoli influenti nella società. Non è fare cose straordinarie e non è qualcosa riservato solo a pochi eletti.

Realizzarsi, trovare il proprio scopo nella vita, vivere felici e serene è possibile anche per persone ordinarie che fanno cose ordinarie, come me e te.

E se non sai cosa ti impedisce di trovare la tua strada nella vita e realizzarti, in questo articolo ho parlato di 3 possibili ostacoli.

Tutti noi abbiamo delle qualità. Quello che possiamo non avere è l’accesso a queste, in altre parole non sempre riusciamo a riconoscerle dentro di noi perché siamo cresciute con forti condizionamenti e credenze limitanti che hanno avuto un grande impatto su quello che crediamo di noi stesse, sulla nostra identità, su chi crediamo di essere e di cosa siamo in grado di fare non fare.

E allo stesso modo è possibile anche superare questi condizionamenti e andare oltre per ritrovarci.

Vivere con il coraggio di essere noi stesse e realizzare i nostri sogni.

Perché vedi, quello che noi intimamente chiamiamo sogni non sono altro che il nostro scopo, la nostra missione in questa vita. La parte migliore di noi che desidera essere portata alla luce attraverso le nostre qualità per realizzare noi stesse.

Fammi sapere cosa ne pensi. Ti aspetto nei commenti.

Un abbraccio,

Paulina

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Come coach per la realizzazione personale sono fermamente convinta che in ognuno di noi ci sono potenzialità che se solo le sfruttassimo al meglio, la nostra vita sarebbe di gran lunga più soddisfacente e appagante.

Un mondo migliore inizia da persone felici e realizzate, in pace con se stesse e con gli altri.

E per essere felici e realizzati sta a noi scegliere come e se impiegare tutte le nostre potenzialità. Eliminare le scuse, affrontare le paure, affrontare le difficoltà e abbracciare il cambiamento, insomma metterci in gioco.

Due situazioni possibili in cui ti trovi

Se sei alla ricerca della tua strada nella vita, probabilmente ti trovi in due situazioni:

  1. O sai cosa vuoi ma non sai come arrivare.
  2. O non sai cosa vuoi e non sai nemmeno da dove iniziare.

Se ti trovi nel primo caso, continua a seguirmi perché parlerò di come ottenere tutto quello che desideri realmente, prossimamente.

Invece, se ti trovi nel secondo caso, queste 3 domande sono un ottimo inizio per aiutarti a mettere a fuoco quello che per te conta di più nella tua vita.

Queste 3 domande ti aiutano a esplorare quelli che sono i tuoi desideri più autentici e soprattutto ti aiuta a capire cosa ti spinge a desiderare questi e non altro. Per poi, infine passare all’azione e abbracciare il cambiamento che stai cercando.

La prima domanda

Ecco allora la prima domanda da farti, chiediti:

Che cosa voglio?

Per rispondere a questa domanda prenditi tutto il tempo che ti serve, magari in un posto tranquillo dove nessuno potrà disturbarti. E se ti è d’aiuto prendi carta e penna e scrivi le risposte.

Probabilmente non è la prima volta che ti fai questo tipo di domanda ma finora non hai trovato una risposta soddisfacente.

L’unica cosa che sai è che non stai proprio vivendo la vita a modo tuo e che sotto sotto senti che ci deve essere del altro.

Questa domanda ti aiuterà a fare chiarezza dentro di te perché quando ti dai il permesso di riconoscere che vuoi qualcosa di diverso di quello che stai vivendo adesso, le risposte arrivano.

Fati la domanda con convinzione, e non lasciarti condizionare da niente e nessuno, cerca solo di seguire, di ascoltare quella voce che viene dal tuo cuore.

Poi vedrai che la seconda domanda ti sarà ancora più d’aiuto e non ti farà sbagliare.

Quindi, che tipo di vita vuoi vivere, che tipo di esperienze vuoi fare, che tipo di emozioni vuoi provare?

Dove vuoi vivere, con chi, in che modo vuoi impiegare per la maggior parte il tuo tempo?

Molte bene! Passiamo ora alla seconda domanda.

La seconda domanda

La seconda domanda da farti è molto importante. Certo anche la prima è essenziale, ma la seconda non lascerà spazio alle frivolezze.

La domanda è questa:

Perché lo voglio?

Perché vuoi quello che pensi di volere?

Se il motivo per cui pensi di volere quelle cose non ti convince, ritorna alla prima domanda.

E chiediti con maggiore convinzione: che cosa voglio?

Può essere che quello che pensavi di volere non lo vuoi poi per davvero. Quando troverai il tuo perché sarai sicura invece che quello che vuoi lo vuoi per davvero. Il Perché ti darà la giusta motivazione.

Le scorciatoie non funzionano

Quando a mio tempo mi sono posta queste domande non riuscivo mai a superare la seconda perché volevo aggirare in qualche modo il problema. Quando arrivavo al perché capivo che mi stavo imbrogliando da sola.

Ho cercato per tanto tempo di impormi un modo di vita che non aveva un grande perché alla base. Era un modo più superficiale e apparentemente semplice, un modo di vivere che non mi spingeva ad uscire dalla mia zona comfort.

Volevo quello che vuole buona parte delle persone, un buon lavoro, una casa, una famiglia. E non c’è niente di sbagliato in questo, per carità se non fosse che non era quello che volevo davvero. O perlomeno non solo quello.

Pensavo di poter ignorare la parte più importante di me stessa, pensavo di poterla mettere a tacere.

Quella era la parte che mi spingeva a cercare un senso più profondo alla vita, un significato vero. E io cercavo di respingerla perché era anche la strada più difficile da percorrere.

Accettare quella parte, riconoscerla ed abbracciarla significava dovermi imboccare le maniche, affrontare le mie paure più profonde, uscire dalla comfort zone, mettermi in gioco e superare i disagi, eliminare scuse, insomma sudare sette camicie.

Non si può sfuggire alla propria chiamata

Fino a quando ho capito che non si può sfuggire alla propria chiamata.

Volevo un lavoro, una casa e una famiglia perché volevo sicurezza e serenità. Ma sentivo che così la mia vita non aveva quel significato profondo che avrebbe avuto se avessi risposto alla mia chiamata.

Per me questa chiamata era, e lo è ancora, dare il mio contributo aiutando anche gli altri a migliorare la propria vita.

É quando aiuto gli altri a portare alla luce le loro potenzialità innate e trovare il loro scopo più grande in questo mondo che per me la vita assume un senso profondo.

Infatti parlerei di crescita personale, di realizzazione, del significato della vita, per ore e ore senza sentire né fame, né sonno o stanchezza.

Ecco perché trovare il tuo perché è così importante. Per essere sicura che quello che pensi di volere sia davvero quello, unico e autentico.

Quindi le prime due domande stanno alla base di quello che è importante per te. Qua, il tuo sguardo è rivolto all’interno di te stessa per esplorare tutto quello che più ami, che ti appassiona, che ti attira a sé come un magnete, fare chiarezza e trovare la motivazione.

La terza domanda come vedrai, in parte è rivolta di più all’esterno e all’azione.

Certo, anche qua ci sarà una parte di esplorazione interna per individuare quali lati del tuo carattere, quali abitudini e comportamenti, quali credenze e convinzioni, quali stati d’animo ti saranno d’aiuto e quali meno.

Quindi quando avrai ben chiaro nella mente cosa vuoi davvero e il motivo sincero per cui lo vuoi è ora di farti la terza domanda.

La terza domanda

La terza domanda è questa:

Cosa devo fare per ottenerlo?

Abbiamo detto quindi che all’esterno individuerai le risorse pratiche e materiali di quali avrai bisogno così come i passi da fare per ottenere quello che desideri maggiormente.

Per risorse materiali e pratiche si potrebbe trattare di prendere una certificazione, specializzarsi in qualcosa, acquisire nuove competenze, imparare cose nuove a cui magari non ci hai mai pensato prima, per esempio.

Passare all’azione

Ricordo ancora quando avevo solo nella mia mente il desiderio profondo di aiutare gli altri e non sapevo come fare, da che parte iniziare. Ero appassionata di tutti gli argomenti che riguardano la crescita personale, leggevo tutti i libri che mi attirano e ispiravano, seguivo anche le figure che maggiormente ritenevo di ispirazione eppure per me stessa non sapevo come mettere in pratica tutto quel sapere che avevo acquisito negli anni.

Poi un bel giorno, seguendo una persona che ammiravo e rispettavo, ho sentito queste parole: prendi una certificazione!

Boom! Com’è che non ci avevo mai pensato prima? Mi sono chiesta. Ecco cosa devo fare, ecco la soluzione, mi sono detta. E l’ho fatto.

Si trattava semplicemente, (semplicemente tra virgolette perché comunque ci vuole impegno, dedizione, determinazione, disciplina, passione) di acquisire un metodo e competenze professionali, specializzarmi in qualcosa di specifico che mi avrebbe permesso di aiutare in modo professionale ed etico le persone che desideravo aiutare, come espressione del mio scopo di vita.

Da lì tutto è cambiato, naturalmente per il meglio.

I sogni e desideri senza passare all’azione non si realizzano da soli.

Ma come dicevo anche qua c’è una bella parte di esplorazione interna e forse è quella più impegnativa, anzi senza forse.

Per realizzare la vita che desideri devi anche essere la persona che desideri. Spogliarti della tua te di adesso che magari è più timorosa, ha paura di essere giudicata, criticata, non dice quasi mai di no agli altri anche quando ne avrebbe tanta voglia di dirlo, non sa bene cosa vuole, o se sa cosa vuole pensa di non essere mai abbastanza, abbastanza preparata o abbastanza qualificata o talentosa, per indossare una te più sicura di sé stessa che sa cosa vuole e non ha paura di imboccarsi le maniche e ottenerlo.

Quindi a cosa dovrai rinunciare per essere quella persona, a quale vecchia abitudine disfunzionale, a quale credenza limitante dovrai dire di no per dare il benvenuto alla tua nuova e meravigliosa vita?

E quali sono invece i lati del tuo carattere, le abitudini e i pensieri che ti sostengono nella realizzazione del tuo scopo più grande?

Quindi, abbiamo detto per rispondere alla terza domanda devi individuare, da una parte le risorse esterne per poi passare all’azione, dall’altra parte quelle interne come per esempio la determinazione, il coraggio, che ti sostengono. Ma anche gli ostacoli come le scuse e i limiti che ti impediscono di ottenere il tipo di vita in linea con i tuoi valori più grandi.

Il potere delle domande

Bene, ricapitolando le domande principali sono tre: Cosa vuoi, Perché lo vuoi e Cosa devi fare per ottenerlo.

Questo implica come puoi vedere molte altre domande alle quali trovare una risposta.

E questo è un bene perché il nostro cervello lavora senza sosta per trovare le risposte. Anzi, il nostro cervello adora trovare risposte e soluzioni, è stato fatto apposta. Se sei alla ricerca di risposte non c’è modo migliore che farti doamnde.

Non è un caso se nel mio lavoro come coach le domande sono anche lo strumento principale di questo metodo.

E se vuoi scoprire i miei percorsi di coaching, come lavoro e come questo metodo può aiutarti concretamente a trasformare la tua vita da dove ti trovi adesso a dove vorresti realmente essere, oppure se hai un obiettivo importante che ti sta a cuore e non sai come realizzarlo, da questa pagina puoi prenotare una sessione gratuita di coaching direttamente con me, sarò felice di esserti d’aiuto.

Il tema dell’autostima è un tema molto discusso e di grande interesse.

Ciao, sono Paulina Ispas, Coach&Mentor per la crescita, lo sviluppo e la realizzazione personale.

Si sa, avere una buona stima di sé stessi incide favorevolmente su tutti gli aspetti della nostra vita. Grazie a una buona autostima siamo in grado di ottenere un buon lavoro, avere relazioni felici, prenderci cura della nostra salute e del nostro aspetto, ecc.

Nella nostra società, per lo più l’autostima viene intesa come una serie di giudizi valutativi che diamo a noi stessi.

Ma vorrei affrontare questo tema sotto una nuova luce. Una luce che si è accesa durante il mio master in coaching con Lucia Giovannini e Nicola Riva.

Siamo portate a credere che l’autostima abbia a che fare con le nostre capacità, con i nostri comportamenti o con la qualità delle nostre relazioni.

Se, per esempio ottieni una buona posizione lavorativa ecco che la tua autostima va alle stelle. Se, al contrario sei una precaria o non hai ancora trovato la tua strada nella vita, ecco che la tua autostima va sotto i piedi.

Oppure, pensa alle tue relazioni, se il tuo ragazzo (o una tua amica) ti tratta male anziché lasciarlo metti la tua autostima sotto i piedi.

Capisci che questi non sono dei modi funzionali per vivere la propria vita. Salire e scendere dalla ruota panoramica dell’autostima ti farà venire dei gran giramenti di testa.

Come ti dicevo, ho avuto modo di vedere un aspetto del tutto diverso del vero significato dell’autostima.

E questo aspetto ha a che fare con l’amore incondizionato per noi stesse.

E nell’amore incondizionato non c’è spazio per le valutazioni e per i giudizi, non ci sono appunto, condizioni.

Amarti incondizionatamente significa accettarti ed approvarti esattamente così come sei, nel qui e ora. Non quando avrai superato quella prova o perso quei chili di troppo o raggiunto quel risultato.

Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stessa.”

Confucio

Quindi voglio parlarti dell’autostima mettendo il focus su due aspetti fondamentali:

  • da una parte l’aspetto che include l’amore incondizionato e vedremo così qual è il tuo reale valore e perché è inestimabile
  • e dall’altra parte vedremo quanto è importante la distinzione tra essere e fare.

Il primo aspetto è più spirituale ed esclude totalmente il giudizio, mentre il secondo aspetto è di natura più pratica.

Tutti e due sono interconnessi e vedremo come la mancanza di giudizio del primo aspetto è fondamentale per poter fare la giusta distinzione nel secondo aspetto.

C’è tanta confusione su questo tema e in particolare questi due aspetti (pratico e spirituale) non vengono molto presi in considerazione, perlomeno non nel modo più funzionale.

Il tuo valore inestimabile

Quando conosci il tuo reale valore, nessuno potrà farti sentire inutile.”

Anonimo

Partiamo dalla parola stessa: auto-stima. Quindi, il valore che stimiamo di noi stesse.

Se qualcuno ti chiedesse di fare una stima di te stessa, che cosa diresti?

A quanto ammonta il tuo valore? In che modo, su quali basi, con quali criteri faresti una stima di te stessa, del tuo valore?

Faresti una stima di te sulla base di chi sei, delle cose che hai o delle attività, dei lavori in cui sei brava?

E se ti si chiedesse chi sei? Chi diresti di essere? Con che cosa ti identifichi?

Sei il tuo nome? Sei carne, sei ossa, sei spirito, sei il tuo corpo, sei i tuoi capelli, sei i tuoi vestiti, sei la tua casa, sei figlia, sei madre, sorella, sei il tuo conto in banca, sei la tua macchina, sei il tuo lavoro o ruolo che occupi in questa società, sei i tuoi chili di troppo o di troppo poco, sei la tua altezza?

Chi sei veramente?

Certo, potresti dire che sei anche tutto questo e non voglio dire di no perché tutto questo fa parte di te. E qui la parola chiave è parte. Ma tu, nel tuo insieme sei molto di più.

E se fossi tu a chiedere a qualcuno di fare una stima di te stessa? A chi daresti un tale compito? Chi sarebbe in grado di dirti quanto vali? E su quali basi?

Quando pensiamo a noi stesse e al nostro valore spesso lo facciamo in funzione delle cose materiali che possediamo, o dei ruoli che ricopriamo o delle capacità che abbiamo, dimenticandoci di qualcosa che non ha prezzo.

Il nostro valore non può essere sottomesso a una valutazione materiale, come lo si fa con una macchina o un diamante, per esempio. Così come non può essere alcun esperto in grado di metterci un prezzo sulla schiena.

Se, con la mente, provassi a tornare indietro nel tempo, fino al momento della tua nascita e fossi testimone di questo evento straordinario, chi diresti che è quel piccolo fagottino che sta venendo al mondo?

Che valore daresti a quella piccolissima te, mentre sta prendendo una buona boccata d’aria nei polmoni per la sua primissima volta?

Sei d’accordo con me che il suo valore è inestimabile? Il suo valore può essere uguagliato solo all’amore incondizionato che viene dal tuo cuore. E che prezzo ha quell’amore?

L’unico esperto in grado di stimarti sei te stessa. E l’unico parametro di riferimento è l’amore incondizionato che provi per te stessa. E l’amore incondizionato è un tuo diritto di nascita, semplicemente perché esisti.

Quante volte hai pensato alla tua nascita come qualcosa di veramente straordinario?

Probabilmente non ci pensiamo mai, lo diamo per scontato. Chi ha il tempo di pensarci, siamo adulte adesso e abbiamo un milione di cose di cui occuparci tutti i giorni.

Eppure il momento della nostra nascita è qualcosa di inestimabile e irripetibile. In quel momento siamo amore puro, siamo amate non per i risultati che otteniamo o per le cose che possediamo e diciamocelo neanche per il nostro aspetto fisico, siamo amate per il semplice fatto di esistere, di essere venute a questo mondo.

La confusione sulla nostra autostima nasce dal fatto che non sappiamo riconoscere il nostro valore supremo che va al di là delle cose materiali, delle competenze, dei nostri successi o insuccessi.

Siamo esseri viventi “atterrati” su questo pianeta straordinario.

Nella frenesia della nostra vita da adulte non ci sentiamo più connesse (cosa che da bambine avveniva più facilmente, infatti credevamo alla magia, a Babbo Natale, agli unicorni, all’amica immaginaria) a qualcosa di più grande di noi, alla parte più spirituale di noi e questo fa si che non vediamo la meraviglia della nostra stessa esistenza.

Se solo ricordassimo di riconnetterci al nostro cuore, riconnetterci all’amore incondizionato per noi stesse e per la vita, basterebbe per poter percepire quella magia che ci ricorda che siamo parte di qualcosa di più grande. E che questo non ha prezzo.

Se percepissimo la nostra esistenza come qualcosa di inestimabile non ci sarebbe più alcun bisogno di stimare (o di sottostimare, come avviene in più delle volte) il nostro valore.

Quando stimi qualcosa fai dei paragoni, hai dei parametri di riferimento, implica che qualcosa vale di più mentre qualcos’altro vale di meno. Mentre ciascun essere umano è unico e irripetibile e non è paragonabile a un altro perché, come diceva Louise L. Hay, ognuno di noi fa del suo meglio con le conoscenze, la comprensione e le risorse che ha a sua disposizione in quel momento.

Secondo te, una rosa o una quercia cosa ne pensano a proposito del loro valore? Una rosa può pensare di valere meno di un’altra rosa?

Ogni fiore, ogni pianta, ogni albero sono unici e irripetibili in tutto il loro splendore. Cosa succederebbe se volesse assomigliare a tutte le altre, se si paragonassero alle altre?

Se pensi al tuo gatto o al tuo cane (se ne hai uno) mentre ti guarda con quelli occhi pieni d’amore, quale è il suo valore? Con che cosa lo scambieresti?

E se guardassi te stessa con gli occhi dell’amore incondizionato quale sarebbe il tuo valore, con cosa o con chi ti scambieresti?

La distinzione tra essere e fare

Il secondo aspetto dell’autostima è di natura più pratica.

Infatti, questo aspetto si riferisce alle nostre capacità o competenze, a quello che sappiamo o non sappiamo fare e anche a quanto bene o meno bene siamo in grado di farlo.

E come dicevo sopra è un aspetto interconnesso al primo, che come abbiamo visto è di natura più spirituale e vede l’essere nel suo valore inestimabile.

Qui la confusione nasce dal non distinguere tra l’essere (che come abbiamo visto siamo unici e irripetibili) e il fare (le nostre abilità, capacità, ecc.)

Abbiamo visto come essere è qualcosa di inestimabile mentre il nostro fare può essere (e deve essere, in alcuni casi) sottoposto a misurazioni e valutazioni.

E se ci pensi bene, meno male che è così. Cosa succederebbe se prendessi un aereo pilotato da qualcuno che non ha fatto o superato tutti gli esami necessari?

Fai attenzione però, valutare non vuol dire giudicare, biasimare o denigrare. Vuol dire semplicemente prendere nota del nostro operato e semmai individuare dove vogliamo migliorare.

La nostra capacità di fare le cose può variare in base a un’infinità di fattori ed elementi. Possiamo essere molto brave a fare determinate cose mentre nel fare altre possiamo essere delle perfette incapaci. E va bene così! Questo non deve minare l’amore incondizionato per noi stesse o il nostro valore.

Infatti il problema della bassa autostima nasce quando non accettiamo i nostri errori, quando ci critichiamo e ci giudichiamo, quando disapproviamo noi stesse.

Come diceva Albert Einstein, se giudichi un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi questo poverino, non essendo in grado di farlo (hai mai visto un pesce arrampicarsi? Io no!) penserà di essere uno stupido.

Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido”

Albert Einstein

La nostra autostima non può dipendere dalla nostra capacità o incapacità di fare o non fare determinate cose.

Ognuna di noi sarà più brava in determinati settori mentre in altri lo sarà di meno o per niente.

E, nel caso in cui lo desiderassimo, le nostre capacità possono essere sviluppate, perfezionate e allenate.

Infatti, con la giusta motivazione e con la costanza (e su come essere costanti ne ho parlato qua) possiamo inserire nella nostra vita una nuova attività, una nuova abitudine o sviluppare una nuova abilità.

Personalmente ho imparato a usare il computer verso i 30 anni quando sono ritornata sui banchi di scuola e i miei compagni, ventenni, mi guardavano con fatto strano. Ero un pezzo d’epoca per loro ma questo non mi impediva di chiedere suggerimenti e di imparare anche da loro che erano molto più ferrati in materia internet e computer.

Se mi fossi vergognata, criticata e rimproverata molto probabilmente non avrei mai imparato a usare il pc, cosa che vi assicuro non è stato facile. Mentre adesso, non sarò un’esperta programmatrice ma sono davvero felice delle tantissime cose che ho imparato e della padronanza che ho acquisito nel tempo.

É vero che, secondo la nostra natura saremmo più predisposte verso certe abilità e meno verso altre. Detto ciò è comunque possibile imparare anche cose che all’inizio ci sembrano difficili, per non dire addirittura impossibili. Il punto è che le nostre abilità non possono e non devono minare l’amore incondizionato per noi stesse e la stima di noi stesse.

Puoi sempre imparare una nuova lingua, suonare uno strumento musicale, danzare, cantare, fare la calzamaglia oppure studiare per diventare medico o un’avvocatessa se è questo quello che vuoi.

Da bambina ero molto brava a disegnare; non come tutti i bambini, ma ero brava sopra la media. E questa mia abilità, purtroppo, l’ho persa con gli anni. Questo per dirti che le nostre abilità si possono anche dimenticare (se non vengono coltivate nel tempo) e acquisire delle nuove, possono variare continuatamente.

Quello che non varia mai, almeno non dovrebbe è l’amore incondizionato per noi stesse e il nostro valore inestimabile per il semplice fatto di esistere.

Un abbraccio,

Paulina

P.S.: il lavoro sull’autostima è parte integrante dei miei percorsi di coaching, per la crescita e lo sviluppo personale. Per trovare la propria strada nel mondo, per conoscersi e per realizzare sé stesse.

Se vuoi scoprire i miei percorsi di coaching e in particolare il percorso tutto dedicato all’autostima, clicca qui Abbraccia il Tuo Valore.

P.P.S.: Lucia Giovannini, nel suo libro “Tutta un’altra vita” ne parla in modo approfondito del tema dell’autostima.

In “Tutta un’altra vita” è presente anche il percorso/esercizio delle 3A (Accettazione-Apprezzamento-Ammirazione) ideato da Michael Hall. Esercizio che viene insegnato con successo nei seminari, da Lucia insieme a Nicola Riva.

P.P.P.S.: Quale è la tua idea di autostima?

E che rapporto hai con la stima di te stessa?

Lascia il tuo commento qua sotto, sarò felice di leggerti.