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Il tema dell’autostima è un tema molto discusso e di grande interesse.

Ciao, sono Paulina Ispas, Coach&Mentor per la crescita, lo sviluppo e la realizzazione personale.

Si sa, avere una buona stima di sé stessi incide favorevolmente su tutti gli aspetti della nostra vita. Grazie a una buona autostima siamo in grado di ottenere un buon lavoro, avere relazioni felici, prenderci cura della nostra salute e del nostro aspetto, ecc.

Nella nostra società, per lo più l’autostima viene intesa come una serie di giudizi valutativi che diamo a noi stessi.

Ma vorrei affrontare questo tema sotto una nuova luce. Una luce che si è accesa durante il mio master in coaching con Lucia Giovannini e Nicola Riva.

Siamo portate a credere che l’autostima abbia a che fare con le nostre capacità, con i nostri comportamenti o con la qualità delle nostre relazioni.

Se, per esempio ottieni una buona posizione lavorativa ecco che la tua autostima va alle stelle. Se, al contrario sei una precaria o non hai ancora trovato la tua strada nella vita, ecco che la tua autostima va sotto i piedi.

Oppure, pensa alle tue relazioni, se il tuo ragazzo (o una tua amica) ti tratta male anziché lasciarlo metti la tua autostima sotto i piedi.

Capisci che questi non sono dei modi funzionali per vivere la propria vita. Salire e scendere dalla ruota panoramica dell’autostima ti farà venire dei gran giramenti di testa.

Come ti dicevo, ho avuto modo di vedere un aspetto del tutto diverso del vero significato dell’autostima.

E questo aspetto ha a che fare con l’amore incondizionato per noi stesse.

E nell’amore incondizionato non c’è spazio per le valutazioni e per i giudizi, non ci sono appunto, condizioni.

Amarti incondizionatamente significa accettarti ed approvarti esattamente così come sei, nel qui e ora. Non quando avrai superato quella prova o perso quei chili di troppo o raggiunto quel risultato.

Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stessa.”

Confucio

Quindi voglio parlarti dell’autostima mettendo il focus su due aspetti fondamentali:

  • da una parte l’aspetto che include l’amore incondizionato e vedremo così qual è il tuo reale valore e perché è inestimabile
  • e dall’altra parte vedremo quanto è importante la distinzione tra essere e fare.

Il primo aspetto è più spirituale ed esclude totalmente il giudizio, mentre il secondo aspetto è di natura più pratica.

Tutti e due sono interconnessi e vedremo come la mancanza di giudizio del primo aspetto è fondamentale per poter fare la giusta distinzione nel secondo aspetto.

C’è tanta confusione su questo tema e in particolare questi due aspetti (pratico e spirituale) non vengono molto presi in considerazione, perlomeno non nel modo più funzionale.

Il tuo valore inestimabile

Quando conosci il tuo reale valore, nessuno potrà farti sentire inutile.”

Anonimo

Partiamo dalla parola stessa: auto-stima. Quindi, il valore che stimiamo di noi stesse.

Se qualcuno ti chiedesse di fare una stima di te stessa, che cosa diresti?

A quanto ammonta il tuo valore? In che modo, su quali basi, con quali criteri faresti una stima di te stessa, del tuo valore?

Faresti una stima di te sulla base di chi sei, delle cose che hai o delle attività, dei lavori in cui sei brava?

E se ti si chiedesse chi sei? Chi diresti di essere? Con che cosa ti identifichi?

Sei il tuo nome? Sei carne, sei ossa, sei spirito, sei il tuo corpo, sei i tuoi capelli, sei i tuoi vestiti, sei la tua casa, sei figlia, sei madre, sorella, sei il tuo conto in banca, sei la tua macchina, sei il tuo lavoro o ruolo che occupi in questa società, sei i tuoi chili di troppo o di troppo poco, sei la tua altezza?

Chi sei veramente?

Certo, potresti dire che sei anche tutto questo e non voglio dire di no perché tutto questo fa parte di te. E qui la parola chiave è parte. Ma tu, nel tuo insieme sei molto di più.

E se fossi tu a chiedere a qualcuno di fare una stima di te stessa? A chi daresti un tale compito? Chi sarebbe in grado di dirti quanto vali? E su quali basi?

Quando pensiamo a noi stesse e al nostro valore spesso lo facciamo in funzione delle cose materiali che possediamo, o dei ruoli che ricopriamo o delle capacità che abbiamo, dimenticandoci di qualcosa che non ha prezzo.

Il nostro valore non può essere sottomesso a una valutazione materiale, come lo si fa con una macchina o un diamante, per esempio. Così come non può essere alcun esperto in grado di metterci un prezzo sulla schiena.

Se, con la mente, provassi a tornare indietro nel tempo, fino al momento della tua nascita e fossi testimone di questo evento straordinario, chi diresti che è quel piccolo fagottino che sta venendo al mondo?

Che valore daresti a quella piccolissima te, mentre sta prendendo una buona boccata d’aria nei polmoni per la sua primissima volta?

Sei d’accordo con me che il suo valore è inestimabile? Il suo valore può essere uguagliato solo all’amore incondizionato che viene dal tuo cuore. E che prezzo ha quell’amore?

L’unico esperto in grado di stimarti sei te stessa. E l’unico parametro di riferimento è l’amore incondizionato che provi per te stessa. E l’amore incondizionato è un tuo diritto di nascita, semplicemente perché esisti.

Quante volte hai pensato alla tua nascita come qualcosa di veramente straordinario?

Probabilmente non ci pensiamo mai, lo diamo per scontato. Chi ha il tempo di pensarci, siamo adulte adesso e abbiamo un milione di cose di cui occuparci tutti i giorni.

Eppure il momento della nostra nascita è qualcosa di inestimabile e irripetibile. In quel momento siamo amore puro, siamo amate non per i risultati che otteniamo o per le cose che possediamo e diciamocelo neanche per il nostro aspetto fisico, siamo amate per il semplice fatto di esistere, di essere venute a questo mondo.

La confusione sulla nostra autostima nasce dal fatto che non sappiamo riconoscere il nostro valore supremo che va al di là delle cose materiali, delle competenze, dei nostri successi o insuccessi.

Siamo esseri viventi “atterrati” su questo pianeta straordinario.

Nella frenesia della nostra vita da adulte non ci sentiamo più connesse (cosa che da bambine avveniva più facilmente, infatti credevamo alla magia, a Babbo Natale, agli unicorni, all’amica immaginaria) a qualcosa di più grande di noi, alla parte più spirituale di noi e questo fa si che non vediamo la meraviglia della nostra stessa esistenza.

Se solo ricordassimo di riconnetterci al nostro cuore, riconnetterci all’amore incondizionato per noi stesse e per la vita, basterebbe per poter percepire quella magia che ci ricorda che siamo parte di qualcosa di più grande. E che questo non ha prezzo.

Se percepissimo la nostra esistenza come qualcosa di inestimabile non ci sarebbe più alcun bisogno di stimare (o di sottostimare, come avviene in più delle volte) il nostro valore.

Quando stimi qualcosa fai dei paragoni, hai dei parametri di riferimento, implica che qualcosa vale di più mentre qualcos’altro vale di meno. Mentre ciascun essere umano è unico e irripetibile e non è paragonabile a un altro perché, come diceva Louise L. Hay, ognuno di noi fa del suo meglio con le conoscenze, la comprensione e le risorse che ha a sua disposizione in quel momento.

Secondo te, una rosa o una quercia cosa ne pensano a proposito del loro valore? Una rosa può pensare di valere meno di un’altra rosa?

Ogni fiore, ogni pianta, ogni albero sono unici e irripetibili in tutto il loro splendore. Cosa succederebbe se volesse assomigliare a tutte le altre, se si paragonassero alle altre?

Se pensi al tuo gatto o al tuo cane (se ne hai uno) mentre ti guarda con quelli occhi pieni d’amore, quale è il suo valore? Con che cosa lo scambieresti?

E se guardassi te stessa con gli occhi dell’amore incondizionato quale sarebbe il tuo valore, con cosa o con chi ti scambieresti?

La distinzione tra essere e fare

Il secondo aspetto dell’autostima è di natura più pratica.

Infatti, questo aspetto si riferisce alle nostre capacità o competenze, a quello che sappiamo o non sappiamo fare e anche a quanto bene o meno bene siamo in grado di farlo.

E come dicevo sopra è un aspetto interconnesso al primo, che come abbiamo visto è di natura più spirituale e vede l’essere nel suo valore inestimabile.

Qui la confusione nasce dal non distinguere tra l’essere (che come abbiamo visto siamo unici e irripetibili) e il fare (le nostre abilità, capacità, ecc.)

Abbiamo visto come essere è qualcosa di inestimabile mentre il nostro fare può essere (e deve essere, in alcuni casi) sottoposto a misurazioni e valutazioni.

E se ci pensi bene, meno male che è così. Cosa succederebbe se prendessi un aereo pilotato da qualcuno che non ha fatto o superato tutti gli esami necessari?

Fai attenzione però, valutare non vuol dire giudicare, biasimare o denigrare. Vuol dire semplicemente prendere nota del nostro operato e semmai individuare dove vogliamo migliorare.

La nostra capacità di fare le cose può variare in base a un’infinità di fattori ed elementi. Possiamo essere molto brave a fare determinate cose mentre nel fare altre possiamo essere delle perfette incapaci. E va bene così! Questo non deve minare l’amore incondizionato per noi stesse o il nostro valore.

Infatti il problema della bassa autostima nasce quando non accettiamo i nostri errori, quando ci critichiamo e ci giudichiamo, quando disapproviamo noi stesse.

Come diceva Albert Einstein, se giudichi un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi questo poverino, non essendo in grado di farlo (hai mai visto un pesce arrampicarsi? Io no!) penserà di essere uno stupido.

Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido”

Albert Einstein

La nostra autostima non può dipendere dalla nostra capacità o incapacità di fare o non fare determinate cose.

Ognuna di noi sarà più brava in determinati settori mentre in altri lo sarà di meno o per niente.

E, nel caso in cui lo desiderassimo, le nostre capacità possono essere sviluppate, perfezionate e allenate.

Infatti, con la giusta motivazione e con la costanza (e su come essere costanti ne ho parlato qua) possiamo inserire nella nostra vita una nuova attività, una nuova abitudine o sviluppare una nuova abilità.

Personalmente ho imparato a usare il computer verso i 30 anni quando sono ritornata sui banchi di scuola e i miei compagni, ventenni, mi guardavano con fatto strano. Ero un pezzo d’epoca per loro ma questo non mi impediva di chiedere suggerimenti e di imparare anche da loro che erano molto più ferrati in materia internet e computer.

Se mi fossi vergognata, criticata e rimproverata molto probabilmente non avrei mai imparato a usare il pc, cosa che vi assicuro non è stato facile. Mentre adesso, non sarò un’esperta programmatrice ma sono davvero felice delle tantissime cose che ho imparato e della padronanza che ho acquisito nel tempo.

É vero che, secondo la nostra natura saremmo più predisposte verso certe abilità e meno verso altre. Detto ciò è comunque possibile imparare anche cose che all’inizio ci sembrano difficili, per non dire addirittura impossibili. Il punto è che le nostre abilità non possono e non devono minare l’amore incondizionato per noi stesse e la stima di noi stesse.

Puoi sempre imparare una nuova lingua, suonare uno strumento musicale, danzare, cantare, fare la calzamaglia oppure studiare per diventare medico o un’avvocatessa se è questo quello che vuoi.

Da bambina ero molto brava a disegnare; non come tutti i bambini, ma ero brava sopra la media. E questa mia abilità, purtroppo, l’ho persa con gli anni. Questo per dirti che le nostre abilità si possono anche dimenticare (se non vengono coltivate nel tempo) e acquisire delle nuove, possono variare continuatamente.

Quello che non varia mai, almeno non dovrebbe è l’amore incondizionato per noi stesse e il nostro valore inestimabile per il semplice fatto di esistere.

Un abbraccio,

Paulina

P.S.: il lavoro sull’autostima è parte integrante dei miei percorsi di coaching, per la crescita e lo sviluppo personale. Per trovare la propria strada nel mondo, per conoscersi e per realizzare sé stesse.

Se vuoi scoprire i miei percorsi di coaching e in particolare il percorso tutto dedicato all’autostima, clicca qui Abbraccia il Tuo Valore.

P.P.S.: Lucia Giovannini, nel suo libro “Tutta un’altra vita” ne parla in modo approfondito del tema dell’autostima.

In “Tutta un’altra vita” è presente anche il percorso/esercizio delle 3A (Accettazione-Apprezzamento-Ammirazione) ideato da Michael Hall. Esercizio che viene insegnato con successo nei seminari, da Lucia insieme a Nicola Riva.

P.P.P.S.: Quale è la tua idea di autostima?

E che rapporto hai con la stima di te stessa?

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